Il vocabolo che proviamo a “rispolverare” oggi è davvero poco utilizzato. Un po’ perché difficile da ricordare, un po’ perché utilizzato probabilmente solo in ambito scolastico, rischia di cadere nel dimenticatoio molto facilmente. Si tratta di

METEMPSICOSI: termine che deriva dal greco “metempsychousthai” (meta = corpo, psyche = anima) che, letteralmente, vuol dire “passare da un corpo ad un altro”.

Facilmente intuibile la valenza prettamente filosofica che assume il vocabolo: la metempsicosi era una credenza già dei pitagorici, e poi predicata anche da Platone per cui l’anima vaga da un corpo all’altro, reincarnandosi in altri organismi umani, animali, vegetali o minerali, fin quando non si sia completamente affrancata dalla materia. La dottrina è propria anche dei popoli orientali come

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