Davide Vannoni, noto soprattutto per aver contribuito a diffondere in Italia il metodo Stamina per il trattamento di patologie neurodegenerative, è stato nuovamente arrestato dai carabinieri. Il nucleo operativo dei Nas di Torino l’ha fermato mentre si trovava all’interno della sua abitazione, sulle colline torinesi, arrestandolo con l’accusa di aver proseguito all’estero la pratica del metodo Stamina, che in Italia gli era stata proibita dai giudici.

Su Vannoni adesso pende l’accusa di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità ma anche le accuse per somministrazione di farmaci non conformi (ossia il metodo Stamina) e anche quelle di truffa. Secondo quanto avrebbero ricostruito i pubblici ministeri torinesi, i pazienti reclutati in Italia avrebbero sborsato cifre fino a 27 mila euro per usufruire del trattamento con metodo Stamina all’estero. In base alle intercettazioni la località estera avrebbe potuto trovarsi in Ucraina, Bielorussia oppure a Santo Domingo. La biologa Erica Molino e la presidentessa dell’Associazione Prostamina Life avrebbero invece ricevuto perquisizioni in quanto accusate di reclutare i malati proprio attraverso l’associazione.

E così per Davide Vannoni arriva un nuovo fermo, dopo che nel marzo del 2015 aveva patteggiato una condanna a ventidue mesi di reclusione che poi era stata sospesa con la condizionale per via della sua fedina penale pulita. Anche in quel caso l’accusa era di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.