Quasi fuori tempo massimo, ma il Consiglio comunale di Roma è riuscito ad approvare il bilancio 2012-2014. Si tratta di 10,2 miliardi, di cui 5 per gli investimenti. Se i politici del Campidoglio avessero tirato in lungo ulteriormente il tira e molla, il 26 novembre il Comune sarebbe stato commissariato. Eccessivamente trionfalistico il sindaco Gianni Alemanno, il quale su Twitter ha commentato: “Approvato il bilancio di Roma dopo 7 mesi di ostruzionismo della sinistra. Questa pattuglia di eroi ce l’ha fatta”.

Però il superamento delle scadenze di legge (31 ottobre), che ha costretto il prefetto ad inviare una diffida al sindaco e a tutti i consiglieri, concedendo nel frattempo una proroga di 20 giorni, è anche una responsabilità della maggioranza di centrodestra, che avrebbe voluto vendere parte delle azioni della società Acea con l’obiettivo di rimpinguare le casse comunali.

Si è così arrivati agli ultimi giorni: maratona da lunedì 5 novembre alle 16, fino alle 4 di martedì 6, quando finalmente le mani alzate per il “sì” hanno raggiunto la maggioranza. In caso di commissariamento, oltre ad un terremoto politico, si sarebbero bloccati tutti i cantieri più importanti della città, compresa l’interminabile costruzione della terza linea della metropolitana, che dovrebbe unire il Colosseo a San Pietro, prima o poi.

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