Il sottosuolo di Roma si sa è ancora oggi in grado di regalare tantissimi tesori nascosti appartenenti al passato e alla storia della gloriosa città che fu. Durante gli scavi per la fermata di San Giovanni della metro C, ad esempio, è stato appena ritrovato il più grande bacino idrico che al momento si conosca e che faceva parte di un’azienda agricola della Roma Imperiale.

La vasca scoperta durante i lavori è talmente grande da superare il perimetro del cantiere messo in piedi per la terza linea metropolitana di Roma. Le archeologhe Simona Morretta e Francesca Montella hanno spiegato che il bacino idrico misurava circa trentacinque metri per settanta e la sua funzione principale, molto probabilmente, avrebbe dovuto essere sia quella di conservare l’acqua per irrigare le coltivazioni sia quella di fungere da vasca di compensazione per i periodi di piena del fiume.

Le archeologhe hanno anche spiegato che la vasca si estende all’area interessate dalla linea A della metropolitana di Roma, già esistente da diversi anni e che ciò vorrebbe dire soltanto una cosa: in passato la vasca avrebbe potuto essere già notata e distrutta, senza documentarne l’esistenza (probabilmente per non fermare o rallentare i lavori).

Per fortuna in questo caso si è posta maggiore attenzione e gli archeologi reputano che gli scavi per la costruzione della nuova metro della Capitale possa essere un’opportunità unica per ritrovare reperti che giacciono a profondità non raggiungibili in altri modi.

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