Il 18 febbraio di 450 anni fa moriva Michelangelo Buonarroti, famoso in tutto il mondo per i suoi capolavori sia nel campo della scultura, come il David e il Mosè, sia nell’architettura e nella pittura: un esempio su tutti il Giudizio Universale, che decora la parete di fondo della Cappella Sistina. Il 2014 è dunque “l’anno di Michelangelo” e si preannuncia ricco di appuntamenti: mostre, incontri e convegni si susseguiranno in una vera e propria maratona di eventi che ci accompagnerà fino a dicembre 2014.

Tra i principali appuntamenti, dal 18 febbraio al 18 maggio 2014, alla Galleria dell’Accademia, “Ri-conoscere Michelangelo” e ancora, da febbraio ad aprile 2014 al Museo Casa Vasari di Arezzo, la mostra “Il rapporto tra Michelangelo e Vasari nelle lettere e nei disegni”, mentre Casa Buonarroti di Firenze ospiterà due esposizioni che racconteranno la figura di questo grande artista: “La forza del mito – i progetti per la facciata di San Lorenzo a Firenze” (18 marzo – 2 giugno 2014) e “Michelangelo e il Novecento” (18 giugno – 20 ottobre 2014).

Innovativo connubio di arte rinascimentale e fotografia è invece il contributo offerto da “Il potere dello sguardo”, la mostra ospitata al Museo delle Cappelle Medicee che propone le suggestive immagini di Aurelio Amendola, fotografo d’arte esperto nel ritrarre opere scultoree. La mostra, aperta al pubblico fino al 15 marzo, si articola in 23 scatti in bianco e nero e di grandi dimensioni, raffiguranti le sculture michelangiolesche della Sagrestia Nuova di San Lorenzo, oltre al David e ai Prigioni e alcuni particolari dei disegni murali presenti nella “stanza segreta” dove Michelangelo si nascose durante l’assedio di Firenze, nel 1530. Un affascinante viaggio per immagini nell’arte michelangiolesca.

Ed in ultimo, ma non ultimo per importanza, in occasione del 450° anniversario della morte di Michelangelo Buonarroti, lo scorso sabato 15 febbraio è stato presentato il nuovo allestimento delle Sale 33 e 34 della Galleria degli Uffizi. “Nel 2014 saranno 450 gli anni trascorsi dalla morte del Buonarroti, e agli Uffizi – museo che ospita l’unica opera certa di lui dipinta su tavola – si sentiva il dovere di rammentarlo. Non si voleva, però, inventare qualcosa che fosse fugace. Non è nei nostri gusti. E forse non è nemmeno più il tempo d’impiegare così il denaro – ha commentato Antonio Natali, Direttore degli Uffizi - È parso, dunque, che la maniera migliore per celebrare l’anniversario della morte di Michelangelo fosse quella di far precedere la sala di lui (e d’altri artefici cresciuti alla scuola del Magnifico, compreso il poco più grande Granacci) da una stanza allestita con marmi e gessi capaci di richiamare il mitico ‘Giardino di San Marco’- luogo che il Magnifico volle istituire per formare il gusto e l’eleganza formale di giovani artisti, tra cui Michelangelo stesso – e di far da introibo al nucleo dei maestri fiorentini – capintesta il Buonarroti – raccolto nella stanza ampia immediatamente successiva. E l’apertura al pubblico s’è fortemente voluto cadesse nello stesso giorno in cui Michelangelo – il 18 di febbraio del 1564 – finiva i suoi giorni”. Con l’apertura delle sale 33-34 degli Uffizi, si completa così il progetto delineato già nel 2012, quando fu deciso di finanziare il nuovo assetto della sala 35, detta di Michelangelo, che conserva al suo interno il Tondo Doni, l’unica prova certa su tavola del suo talento pittorico.

Questo il programma messo a punto dalla regione Toscana per celebrare i 450 anni dalla fondazione dell’Accademia delle arti del disegno (la cui istituzione fu voluta dal granduca Cosimo I) e dalla morte di Michelangelo Buonarroti. “Siamo molto soddisfatti di questo ricchissimo programma di manifestazioni legato a due anniversari fondamentali. Un percorso che ha visto coinvolti le più importanti istituzioni culturali fiorentine e toscane e di cui la Regione Toscana si e’ fatta promotore. Eventi, convegni e manifestazioni che si allargheranno a tutta la Toscana e che, per la qualità e prestigio, assumono un rilievo internazionale”, ha dichiarato l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti, durante la presentazione del programma.