Dopo mesi di silenzio, torna a parlare Michele Misseri, l’uomo coinvolto insieme alla moglie Cosima e alla figlia Sabrina, nell’omicidio della nipote tredicenne Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto 2010. Un’intervista, realizzata da Alessandra Borgia e che verrà trasmessa domenica sera nel nuovo appuntamento di “Quarto Grado” nell’access prime time di Rete4. Come ricorderete, tra l’altro, le due donne – in primo grado – sono state condannate all’ergastolo mentre Misseri ad otto mesi per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove. In appello, entrambe le condanne sono state confermate: adesso si attende la Cassazione che dovrebbe pronunciarsi il 20 febbraio.

Michele Misseri accusato di soppressione di cadavere

“Non voglio vedere niente, voglio stare come un carcerato. Dormo solo in una stanza: qui c’è il letto, la tv.. Mangio qui, scrivo sui miei diari”, inizia così l’intervista a Michele Misseri che ogni settimana invia lettere alla moglie e alla figlia recluse in carcere, senza mai ricevere alcuna risposta. “Loro sono innocenti. Io, invece, punisco me stesso, non è giusto quello che i giudici stanno facendo loro [...] Io avevo problemi perché con mia moglie non parlavo. Sono uno che non si sfoga, poi quel giorno sono esploso. E purtroppo è incappata quella poveretta. E se ci fosse stata mia figlia, penso che avrei fatto lo stesso” ha dichiarato.

Michele Misseri parla a “Quarto Grado”

“Piango perché so che soffrono. Soffro anche io perché non mi credono. Loro stanno soffrendo e per questo io sto chiuso lì dentro: voglio stare in carcere come loro [...] Se la Cassazione dovesse confermare la condanna, per me non cambierà nulla. Se mi ammazzo, faccio più male a loro che a me stesso. Le ho deluse perché non si sarebbero mai aspettate che io potessi fare una cosa del genere” ha concluso Michele Misseri.