Le favole svolgono da sempre un ruolo centrale nella crescita dei bambini. Esse hanno infatti un profondo valore formativo e consentono di familiarizzare con le componenti oscure del mondo interiore, oltre che con i concetti di “giusto”/“sbagliato”,“ostacolo”, “coraggio” e di “buono”/“cattivo”. Le favole tradizionali suggeriscono infatti una “morale”, ossia un insegnamento relativo ad un principio etico o un comportamento, costituendo così uno strumento che, grazie al simbolico, permette al bambino di sognare, ma anche esplorare la propria personalità e interiorità. La lettura delle fiabe crea poi l’occasione di stringere il rapporto genitore-figli, offrendo l’opportunità di creare un momento rituale all’interno della giornata, magari prima di andare a dormire, in cui spegnere tv, computer e cellulari e dedicarsi insieme ad un’attività piacevole. Ecco che appare dunque chiara l’esigenza di non far mai mancare in casa un buon libro di favole per bambini.

Le più belle e celebri favole sono certamente quelle di  Esopo, favolista greco del VI sec a. C., autore di  “La lepre e la tartaruga”, “La volpe e l’uva”, “Il lupo e l’agnello”, “La gallina dalle uova d’oro” e “La cicala e la formica”, seguite a ruota dalle favole di Fedro, questa volta un favolista latino attivo nel I secolo d.C., tra le cui opere ricordiamo “La Volpe e il Capro”, “La Scimmia e i Pescatori” e “La Donnola e i Topi”.

Assieme alle favole classiche, a comporre una buona fetta della letteratura per l’infanzia concorrono poi le fiabe. Queste sono state tramandate oralmente per secoli, fino a quando qualcuno non decise di dar loro forma scritta, creando quei capolavori che ancora oggi i nostri bambini adorano. E’ questo il caso del francese Charles Perrault, autore del celebre libro di fiabe noto come “I racconti di Mamma Oca”, raccolta di undici fiabe fra cui “Cappuccetto Rosso”, “Barbablù”, “La bella addormentata”, “Pollicino”, “Cenerentola” e “Il gatto con gli stivali”. Autore di celebri favole è anche La Fontaine, erede della tradizione inaugurata da Esopo e Fedro; fra le sue favole più celebri “Il gallo e la volpe”, “Il corvo e la volpe”, “Il gatto e la tigre”. Una citazione ai celebri fratelli Grimm è poi obbligatoria: essi diedero nuova vita a fiabe tradizionali quali Biancaneve; “Cappuccetto Rosso; “Cenerentola; “Hänsel e Gretel”; “Il lupo e i sette capretti”; “Il principe ranocchio”; “Pollicino” e “Raperonzolo”.

Inventori di fiabe sono invece considerati il danese Hans Christian Andersen, autore di celebri capolavori quali “La sirenetta”, “Il tenace soldatino di stagno”, “Il brutto anatroccolo”, “La principessa sul pisello” e “La piccola fiammiferaia”; quindi l’italiano Collodi, celebre inventore di “Pinocchio”, al quale si deve anche la traduzione dal francese all’italiano dei racconti di Charles Perrault, pubblicati nella raccolta “I racconti delle fate“.

Ricordato ancora oggi per le sue favole è, tra l’altro, anche Lev Tolstoj, uno dei maggiori letterati, filosofi, scrittori e romanzieri dell’Ottocento. Scrisse: “Il corvo e il piccione”, “Il corvo e i suoi piccoli”, “I due cavalli” e “Il re e gli elefanti”.