Un viaggio nell’antichità, in mostra dal 24 novembre 2012 al 5 maggio 2013, promosso dalla Provincia di Siena e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana

 Un viaggio alla scoperta delle radici della cultura del vino nelle terre di Siena, conosciute in tutto il mondo per le eccellenze enologiche e il legame autentico con la coltura della vite e la produzione vitivinicola. E’ la mostra diffusa “Vino fra mito e storia”, un vero e proprio viaggio espositivo tra testimonianze archeologiche, degustazioni e tanti eventi tesi ad esaltare la  storia di un prodotto che rappresenta una delle maggiori ricchezze culturali della provincia.

Il nucleo principale della mostra – curata da Giuseppina Carlotta Cianferoni, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Firenze – è allestito nella sede di Enoteca Italiana a Siena: ad attendere i visitatori un percorso espositivo sulla storia del vino. Il viaggio alla scoperta di una tradizione millenaria inizia con le più antiche testimonianze provenienti dal Vicino Oriente; si passa quindi alla Grecia con alcuni reperti di età micenea che riportano al periodo mitico degli eroi omerici, e testimonianze dell’età arcaica ed ellenistica. Saranno presentate svariate raffigurazioni del dio tradizionalmente legato al culto del vino: Dioniso, una divinità multiforme e dagli aspetti contrastanti, ma soprattutto divinità della vite, del vino e dell’ebrezza. La cultura del vino e la consuetudine del Simposio, provenienti dall’Oriente e mediati attraverso la Grecia, arrivano quindi in Etruria, dove sviluppano caratteri propri. Per il periodo etrusco vengono presentati alcuni vasi e utensili in bronzo legati sia al banchetto che al simposio che ne testimoniano l’importanza nella società dell’epoca. Sono esposte anche una serie di urne ed anfore da trasporto che attestano i commerci e i contatti tra i popoli del Mediterraneo, dei quali il vino fu protagonista. Anche per il periodo romano i numerosi oggetti in vetro e ceramica testimoniano un consumo sempre più diffuso della bevanda. La ricostruzione di un triclinum, completo di tutti gli arredi, permetterà di meglio capire e immedesimarsi nell’atmosfera festosa del banchetto romano.

La mostra, organizzata come evento diffuso in numerosi musei della provincia, mira quindi a ricostruire, attraverso la testimonianza di reperti storici, le tappe fondamentali del percorso che la produzione del vino ha intrapreso nel tempo per arrivare fino ai giorni nostri. Un lungo viaggio che, partito più di cinquemila anni fa nel vicino Oriente, passando per i Greci, i Romani e gli Etruschi, arriva fino all’Italia medievale e moderna

I cinque territori maggiormente rappresentativi dell’eccellenza vitivinicola delle terre di Siena ospitano poi le mostre collaterali, integrate nelle collezioni permanenti dei vari musei.

CASTELLINA IN CHIANTI – Museo Archeologico del Chianti Senese – Saranno presentati il consumo del vino e l’iconografia di Dioniso e del suo seguito di satiri e menadi attraverso una serie di reperti, in particolare un’anfora proveniente dalla Necropoli del Poggino di Fonterutoli.

CASTELNUOVO BERARDENGA – Museo del Paesaggio – Nel Museo viene per la prima volta presentato al pubblico parte di un corredo rinvenuto nella necropoli di Bosco le Pici. La rappresentazione del banchetto funebre ricreata nei corredi che accompagnavano il defunto nell’estremo viaggio costituisce una testimonianza preziosa per poter capire come doveva svolgersi il banchetto nella vita quotidiana.

MONTALCINO – Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra e Raccolta Archeologica – Un corredo in bucchero, un cratere a colonnette a figure nere, un’anfora con satiri e menadi e un’antefissa con satiro illustreranno il banchetto e i personaggi che accompagnavano Dioniso nelle rappresentazioni dei miti legati alla storia del vino.

MONTEPULCIANO – Museo Civico Pinacoteca Crociani – La piccola “capitale” della Val di Chiana senese si caratterizza per la secolare storia del suo Vino Nobile, talvolta legato a leggende ma che più spesso si intreccia con i fatti storici del territorio e della città. I reperti recuperati del relitto del Polluce, al largo dell’Isola d’Elba, parlano di una storia più recente, ma non meno affascinante: oggetti di uso quotidiano, raccontano la vita a bordo di un piroscafo del XIX secolo. Il percorso si collega anche ad alcune urne esposte al Museo nell’ambito della mostra “Una porta sull’aldilà. Dal mondo egizio agli etruschi”.

SAN GIMIGNANO – Museo Archeologico e Spezieria di Santa Fina – Il vino nell’Italia medievale e moderna è il tema proposto in questa tappa: i reperti della San Gimignano medievale dialogheranno con boccali in maiolica arcaica, rinascimentale, e policroma, provenienti dagli scavi del centro di Firenze

Non solo quindi un appuntamento culturale, ma una compenetrazione tra arte e gusto, tra storia e tradizione, tra identità diverse ma accomunate da un prodotto che oggi è un’eccellenza esportata ed apprezzata ovunque.