Siamo su una spiaggia della riviera cosentina, le immagini sono state diffuse da un video di YouReporter che mostra come, in una giornata tranquilla di mare, un italiano ha fermato un extracomunitario per chiedergli la realizzazione di un tatuaggio. Non è la prima volta, infatti, che giovani extracomunitari sulle spiagge italiane propongano servizi di ogni tipo: dagli occhiali ai bracciali, dai tatuaggi ai massaggi.

Dopo essersi fatto realizzare il tatuaggio, forse non contento del risultato, ha pensato bene di ignorare l’extracomunitario e, dunque, di non pagarlo per il servizio svolto. “Sto chiamando i carabinieri, non posso aspettare qui due-tre ore” dice l’uomo che, con calma, prova a farsi pagare. Dall’altra parte, l’italiano finge di non ascoltarlo, resta impassibile mostrando la volontà di non volerlo retribuire per nessuna ragione al mondo. Le immagini parlano chiaro e non meritano ulteriori commenti.

Migrante preso a calci in spiaggia

Ad un certo punto gli animi si surriscaldano, l’extracomunitario non riesce più a sopportare quella situazione. Capisce che l’italiano non vuole pagarlo e non si spiega per quale ragione. Si sentono le voci persino di alcuni vicini di ombrellone che, sulla spiaggia cosentina, tuonano: “Vattene, vattene”. A quel punto scatta l’ira dell’extracomunitario che dice: “Chi c***o sei? Figlio di p******”. A quel punto l’italiano si alza di scatto e lo prende a calci, davanti a tutti. Nessuno difende l’extracomunitario, tutti restano impassibili.

La “colpa” dell’extracomunitario era quella di aver chiesto i soldi per un servizio prestato all’uomo: aveva realizzato un tatuaggio. Ha provato a chiedergli il denaro con le buone, poi ha alzato i toni. Ma niente può giustificare la reazione esagerata dell’italiano che, pur essendo in torto, ha pensato bene di sferrargli alcuni calci. L’ennesimo episodio di razzismo che giunge a poche ore dopo l’uccisione di un nigeriano da parte di un ultrà italiano che aveva etichettato come “scimmia” sua moglie. Da lì la rissa e poi il decesso del nigeriano che era arrivato in Italia in cerca di pace e benessere, fuggendo dall’orrore di Boko Haram, dai trafficanti di uomini, dalla guerra e dalla miseria. Ora la vedova di Emmanuel chiede giustizia e annuncia che andrà a trovare l’assassino di suo marito in carcere.