Ancora una tragedia nel Mediterraneo, dopo l’incidente dell’Airbus della EgyptAir: questa volta le vittime sono cinque migranti morti a causa del capovolgimento di un peschereccio che aveva a bordo più di 550 persone.

L’incidente è avvenuto a circa una ventina di miglia al largo della Libia: i soccorsi portati da due imbarcazioni impegnate nell’operazione Mare sicuro non sono riusciti a evitare la catastrofe, probabilmente determinata dal peso eccessivo caricato su un solo lato del peschereccio, che dopo aver ondeggiato si è ribaltato. La paura che serpeggia in queste ore è che altre persone possano essere rimaste intrappolate nella stiva dell’imbarcazione, andata a fondo velocemente.

Si tratta di un periodo in cui i cosiddetti viaggi della speranza si moltiplicano a causa del miglioramento delle condizioni meteorologiche: solo negli ultimi tre giorni sono state recuperate più di 6mila persone nel corso di una trentina di missioni portate a termine dalla Guardia Costiera, la Marina e i mezzi dispiegati dalla Unione Europea, ma anche da imbarcazioni di Ong o semplici navi mercantili e rimorchiatori di passaggio.

Dal canto suo la Libia ha comunicato di aver arrestato nella giornata di ieri circa 550 migranti illegali, mentre altri 850 sarebbero stati fermati la scorsa domenica.

La situazione potrebbe tornare nuovamente critica e per gli esperti come l’ammiraglio Enrico Credendino, a capo dell’operazione Eunavformed, “solo con la stabilizzazione della Libia potremo bloccare i trafficanti. Il nuovo governo sta facendo i primi passi in questa direzione e la rinascita della guardia costiera sarà un segnale importante”.

Il governo italiano è però continuamente impegnato in operazioni di salvataggio: nel solo 2016 si è già arrivati a 40mila migranti recuperati da imbarcazioni pericolanti.

Come ha affermato Angelino Alfano, ministro dell’Interno, non è possibile pragmaticamente né umanamente fare distinzioni in quei momenti drammatici: “Prima li salviamo, poi chiediamo se sono profughi o irregolari. Mai diremo di non soccorrere qualcuno in mare. Noi dobbiamo gestire le conseguenze dell’instabilità della Libia e delle guerre e lo stiamo facendo al meglio“.