I leader europei hanno trovato un primo accordo sulla ripartizione dei migranti approdati sulle coste italiane e greche. L’intesa è stata raggiunta dopo un duro scontro che ha visto il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi alzare i toni contro l’ostracismo di alcuni Stati membri sulle quote profughi obbligatorie.

Se non siete d’accordo sui 40 mila non siete degni di chiamarvi Europa, ha tuonato Renzi. Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c’è solidarietà o non fateci perdere tempo.

Dopo un’accesa discussione, l’accordo tra i 28 è stato trovato: 40 mila migranti approdati in Italia e in Grecia nei prossimi 2 anni verranno ripartiti negli altri Stati membri, alleggerendo la pressione dei flussi migratori sui Paesi del Mediterraneo, sempre più intensa per via del conflitto libico in corso.

Ai 40 mila migranti ripartiti in questa prima fase per arginare nell’immediato l’emergenza immigrazione, si aggiungeranno altri 20 mila profughi da ripartire dopo l’estate. Il Consiglio europeo dovrà trovare un’intesa entro luglio.

Migranti, Renzi: Europa non sia patria dell’egoismo

Il raggiungimento dell’accordo sulla ripartizione dei migranti negli Stati UE è stato commentato positivamente da Renzi che ha smentito di aver fatto una sfuriata ai Paesi dell’Est, contrari alle quote obbligatorie:

Se di fronte a un piccolo numero come 40 mila persone non vi fosse stata solidarietà, ha detto Renzi alla fine del summit, sarebbe stata una presa in giro nei confronti dell’Europa, di cui siamo stati fondatori con altri cinque Paesi per la libertà, la democrazia e i valori condivisi: non può essere la patria dell’egoismo, ma della condivisione dei valori. Aver raggiunto oggi questo accordo è stato importante.

Renzi ha chiesto ai leader UE di attuare misure concrete, risparmiandosi i gesti simbolici perché in tal caso l’Italia andrebbe avanti anche da sola. Il Presidente del Consiglio ha poi invitato i leader europei a proseguire su questa linea di apertura, trattando l’immigrazione come un tema comunitario, accogliendo i profughi sull’intero territorio europeo e respingendo i migranti “economici” che non hanno diritto all’asilo.