Nuove misure in atto nella lotta al terrorismo: l’Unione Europea ha iniziato a inviare agenti speciali nei centri di accoglienza siti in Grecia e Italia con l’obiettivo di infiltrarsi tra i migranti e scovare possibili jihadisti.

Lo ha annunciato il colonnello Manuel Navarrete durante un’intervista a El Pais. Il direttore dell’Ectc (l’Centro Europeo contro il Terrorismo) ha spiegato che l’operazione entrerà nel vivo a partire da questa estate, ma a brevissimo sono previsti i primi invii.

Si parla di circa 150 uomini che verranno dislocati tra i centri di accoglienza del nostro Paese e quelli che sorgono sulle isole greche. Navarrete spiega che il compito degli agenti speciali di Europol, conosciuti come i cosiddetti guest officers sarà quello di “aiutare le autorità dei due paesi a identificare i possibili terroristi, persone che avendo l’opportunità di sfruttare questo flusso di migliaia di rifugiati possano nascondersi tra di loro ed entrare in Europa.”

I guest officers sono degli ufficiali provenienti da vari Paesi membri dell’Unione Europea, che sono stati addestrati per questo compito specifico, volto a prevenire un rischio effettivamente presente negli hotspot. Oltre all’identificazione e la cattura di eventuali terroristi, i guest officers avranno anche l’obiettivo di trovare informazioni utili per smantellare le reti di immigrazione illegale, in molte situazioni fortemente legate alle organizzazione terroristiche, oltre che ovviamente al traffico di esseri umani.

Navarrete ha spiegato come l’operazione sia nata quale misura preventiva contro altri attacchi quali quelli di Parigi o di Bruxelles, e ha poi fatto notare come sia sempre più forte la consapevolezza che i vari Paesi debbano iniziare a condividere le informazioni dei servizi di intelligence per poter sperare di sconfiggere la minaccia del terrorismo.

Parallelamente a ciò si segnala l’arresto della procedura per il rilascio dei visti di libera circolazione in EU per i cittadini della Turchia. Motivo della contesa sono proprio le leggi antiterrorismo in vigore nel Paese del presidente Recep Tayyip Erdoğan, considerate lesive di varie libertà civili. Secondo Erdogan la linea europea sarebbe troppo morbida in nome di un falso ideale di democrazia.