I rapporti tra Italia e Unione Europea non sono idilliaci in questo momento storico, sia per ragioni economico-finanziarie sia per quanto concerne l’opera di accoglienza dei migranti.

Su quest’ultimo punto si è espresso con molta forza e mostrando grande sconcerto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, durante il programma Agorà di Rai 3.

Il politico si è infatti scagliato contro il ritiro implicito degli accordi di ridistribuzione, annunciati in pompa magna ma poi disattesi e mai portati a compimento: “C’è stato un gesto di inaffidabilità gravissima da parte dell’Europa, che ci ha tirato un bidone sui migranti”.

A causare l’ira del leader del Nuovo Centrodestra c’è il gravoso compito addossato sulle spalle dell’Italia da parte della UE, che poi non ha mantenuto la propria parte dell’impegno: “Ci ha detto che è nostra responsabilità prendere le impronte a tutti i migranti, fare gli hotspot e presidiare le frontiere e in cambio ci aveva promesso solidarietà, assicurandoci che i migranti sarebbero stati ridistribuiti in tutta la Ue.”

Arrivati a questo punto, argomenta Alfano, potrebbe avere più senso richiedere un pagamento come avvenuto con la Turchia, che incamererà 6 miliardi di euro in due tranche per tenere nei propri territori oltre tre milioni di profughi: “Noi abbiamo mantenuto gli impegni perché siamo persone serie, loro ci hanno invece tirato un bidone sulla solidarietà che avevamo concordato: se noi facciamo un compito che serve a tutta Europa, almeno ce lo paghino”.

Preoccupa poi l’alta percentuale di minorenni tra gli stranieri che arrivano illegalmente in Italia e che devono essere tutelati: “i minori stranieri che sbarcano o li tieni in uno stato di prigionia o devono poter entrare ed uscire. Noi non li possiamo imprigionare, perché sarebbe contrario ai diritti dell’uomo“.

Sull’argomento è intervenuto in separata sede anche il premier Matteo Renzi, che in un’intervista a Radio 105 ha dichiarato di voler chiedere a viva voce all’Unione Europea un cambiamento effettivo: “Il meccanismo sull’immigrazione va cambiato, innanzitutto in Europa: non possono continuare a far finta di niente e fare il festival dell’egoismo. Nei prossimi mesi, da qui al marzo 2017, questo sarà un argomento decisivo”.