In un contesto di sfiducia sempre maggiore da parte dell’Unione Europea l’Italia continua a lavorare per risolvere la crisi dei migranti, anche con strumenti decisamente poco popolari.

Il Ministro degli Interni Angelino Alfano nella serata di ieri ha confermato di star lavorando su una serie di nuovi dispositivi per consentire una migliore gestione degli hotspot, i centri di di identificazione degli immigrati che arrivano sulle coste italiane. D’altro canto è l’Europa stessa che ha redarguito il nostro Paese affinché condivida maggiormente le informazioni accumulate, aprendo una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia.

Il Ministro ha allora confermato di star lavorando “a una ipotesi articolata che riguarda diversi aspetti, compreso quello dell’uso della forza nei confronti di coloro che si rifiutano di sottoporsi al fotosegnalamento che è obbligatorio per il nostro ordinamento e per quello europeo. Stiamo valutando dove inserirla”.

Come è facile intuire si tratta di un provvedimento che potrebbe scatenare le polemiche di una certa parte della sinistra, ma come ha rilevato Matteo Renzi è l’intera questione della gestione – e sopratutto del rimpatrio e della riallocazione – ad essere sfuggita di mano all’Europa, latrice di molte promesse che ha poi dimenticato in fretta di mettere in pratica.

Il primo a commentare i possibili problemi provocati da questa pratica è Daniele Tissone della Silp-Cgil: “Aspetto a esprimermi di leggere la norma. Auspico che sia scritta nel pieno rispetto dei diritti umani e in modo chiaro e attuabile, per tutelare il lavoro degli operatori”.

Nel frattempo si attende il nuovo vertice del Consiglio Europeo nel quale si definiranno finalmente i termini dell’accordo con la Turchia, che a fronte di una richiesta di nuovi fondi si è impegnata ad occuparsi degli arrivi di migranti chiedendo che per ogni nuova accoglienza l’Europa ne gestisca uno già stabilizzatosi.

Ma gli sbarchi non accennano a fermarsi e ieri a Pozzallo sono stati 640 i migranti pervenuti a Pozzallo, nel Canale di Sicilia, a bordo di cinque gommoni. Uno tra questi ha rischiato di inabissarsi col suo carico: per questo la polizia ha fermato due presunti scafisti, in attesa di definirne la posizione.