Sono già oltre 100mila i migranti arrivati sullo sponde del Mediterraneo nel 2017: un’emergenza che vede l’Italia in prima linea con oltre l’85% degli sbarchi, come aveva ricordato ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, aveva accolto l’appello alla collaborazione del premier italiano, ma oggi si è trovato di fronte a un’aula praticamente vuota durante l’assemblea plenaria all’Europarlamento di Strasburgo.

L’occasione era quella della relazione sui risultati del semestre di presidenza maltese della Ue, oltre che ovviamente sulla crisi migratoria: il disappunto si è fatto sentire tramite un brevissimo discorso. “Siete ridicoli”, ha esclamato il presidente della Commissione, interrotto dal presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani che gli ha chiesto di moderare i termini.

Tra i vari punti all’ordine del giorno anche le misure da approvare in sostegno dell’Italia, che verranno poi esaminate nel prossimo Consiglio Affari Interni informale che si terrà a Tallin.

Juncker ha promesso ampia solidarietà all’Italia e ha esortato alla collaborazione europea: “Dimostreremo con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l’Italia che dimostra un atteggiamento eroico. La solidarietà è d’obbligo. Non abbiamo diritto di perderci negli egoismi nazionali. La Commissione ha fatto molto ma non tutto quanto avrebbe dovuto fare perché i nostri mezzi tecnici e finanziari sono limitati”.

D’altro canto, però, Francia e Spagna hanno dato il loro assenso a un nuovo invio di migranti, ma solo nel caso dei richiedenti asilo, escludendo quindi la gran massa dei cosiddetti migranti economici.

E nel frattempo sono in corso le procedure di infrazione contro Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, ovvero tre fra i Paesi che al momento non hanno ancora portato avanti l’opera di ricollocamento dei richiedenti asilo, come prevista già dal 2015.

Il tutto mentre l’Austria ha già iniziato a dispiegare un contingente militare al confine con l’Italia per frenare l’arrivo di migranti.