Il Tirolo non sarà trasformato in una sala d’attesa. In casi estremi l’Austria è pronta a chiudere il valico del Brennero. Lo ha dichiarato nelle scorse ore Hans Peter Doskozil il ministro della difesa austriaco, confermando la linea intransigente del Governo sulla questione migranti.

Dopo aver avviato la costruzione di una barriera al confine con l’Italia l’Austria alza ulteriormente i toni con le autorità italiane:

Se l’Italia continuasse a far passare i profughi e non prendesse indietro i respinti chiederemo di poter controllare noi anche sul suo territorio.

Ieri sulla costruzione della barriera austriaca era intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definendo i muri un atto di autolesionismo che nuoce all’idea di un’Europa unita e polo di accoglienza:

Le barriere che dividono l’Europa sono una zavorra che ne appesantisce il cammino. Non basteranno i muri e le barriere a proteggerci se l’Europa non farà passi avanti come progetto comune. Abbiamo lavorato settant’anni per abbattere i muri che dividevano l’Europa: non lasciamo che rinascano, creando diffidenze e tensioni laddove, al contrario, servono coesione e fiducia.

Barriere contro migranti: UE pronta a sanzionare Austria

Il Presidente della Repubblica ha spiegato che occorre dare risposte alle migliaia di profughi che scappano dalla guerra e dalla fame. Mattarella ha apprezzato la decisione della Commissione UE di vigilare sul rispetto del trattato di Schengen, comminando sanzioni all’Austria in caso di violazioni. Il ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner si è affrettato a rassicurare il Commissario europeo all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos, spiegando che la barriera serve solo a convogliare i migranti verso i controlli, non a bloccarli. Ma l’UE resta vigile.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, che ha confidato nel buon senso delle autorità austriache:

L’Austria è un Paese amico con il quale mi auguro si possa continuare a collaborare, ma dal quale non possiamo accettare la logica di gesti unilaterali che comprometterebbero questa capacità di collaborazione.