Da Bruxelles arriva un’altra fumata nera sulla questione rifugiati. L’Unione Europea non è infatti riuscita a raggiungere un accordo riguardo alle quote obbligatorie di migranti, a causa dell’opposizione da parte dei paesi dell’Est.

La soluzione al problema della ricollocazione di 120 mila migranti provenienti dall’Africa non è quindi stata ancora trovata. Sulla questione resta “un accordo di principio” appoggiato dalla gran parte degli stati dell’Ue, ma non è stata raggiunta una decisione all’unanimità a causa del veto dei paesi dell’Est Europa: Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania, guidate dall’Ungheria. Quest’ultima in particolare ha confermato l’intenzione di essere cancellata dalla lista dei paesi beneficiari dei migranti, di cui fa al momento parte insieme a Italia e Grecia. Dello stesso avviso anche il ministro slovacco Robert Kalinek, che ha dichiarato che “le quote non sono la soluzione”.

A questo punto un provvedimento più chiaro e definitivo sulla questione migranti è atteso per il prossimo 8 ottobre, quando è prevista la nuova riunione dei ministri dei paesi dell’Ue. In quel caso la decisione potrà avvenire anche per maggioranza qualificata.

Il ministro degli Affari europei del Lussemburgo, Jean Asselborn, ha dichiarato: “Posso assicurarvi che c’è una vastissima maggioranza di Stati che sostiene la cifra dei 120.000” e ha affermato che c’è la “base di un accordo per la ridistribuzione all’interno dell’Ue”. Asselborn ha inoltre aggiunto: “Oggi ho detto che le conclusioni della presidenza riposano su una larghissima maggioranza, in qualsiasi momento il Consiglio può prendere decisioni a maggioranza qualificata”.

Se l’accordo sulle quote di migranti da accogliere in ogni paese non è arrivato, non ancora almeno, se non altro i 28 ministri riuniti hanno dato l’ok per la partenza della cosiddetta “fase 2” della missione EuNavFor Med, in base alla quale è previsto anche l’uso della forza contro gli scafisti.

Intanto in Ungheria è scattata dalla mezzanotte la nuova legge sull’immigrazione, che prevede fino a tre anni di reclusione per chi cerca di entrare illegalmente nel paese. Nel giro di appena poche ore, la polizia unghere ha già effettuato 9.390 arresti di migranti che hanno passato il confine dalla Serbia.