La situazione dei migranti provenienti dalle coste dell’Africa sta diventando sempre più internazionale. Se in un primo tempo il problema era soprattutto a carico di Italia e Grecia, adesso anche gli altri paesi dell’Unione Europea si trovano a dover fare i conti con il dramma dell’immigrazione.

Le ultime notizie riguardanti i migranti vedono una situazione molto preoccupante a Budapest. La stazione ferroviaria della capitale dell’Ungheria è stata chiusa per impedire l’arrivo di centinaia di profughi e immigrati che viaggiano diretti verso la Germania e l’Austria.

Gli altroparlanti della stazione di Budapest hanno diffuso il seguente messaggio: “Nessun treno arriverà o partirà dalla stazione di Keleti fino a nuovo ordine. Chiediamo a tutti di andare via”. Un annuncio che ha provocato una situazione di caos all’interno della stazione, in cui il traffico è stato poi ripristinato, ma unicamente per quanto riguarda gli spostamenti locali.

Il portavoce del governo ha spiegato questo blocco dei migranti dichiarando che l’Ungheria sta tendando di “applicare la normativa Ue, che richiede agli extracomunitari che vogliano muoversi all’interno dell’area Schengen di avere un passaporto e un visto”. Prima di questo blocco nella stazione di Budapest, sembra però che nella giornata di lunedì scorso fossero arrivati a Monaco di Baviera oltre 2000 migranti dall’Ungheria.

L’emergenza migranti resta alta anche in Italia. Si stima che nel corso del 2015 siano arrivati nel nostro paese oltre 116 mila profughi. Se 94 mila sono stati sistemati in strutture statali, il governo italiano è ora alla ricerca di altri 20 mila alloggi per i restanti migranti.

Le regioni che pare saranno chiamate a ospitare il maggior numero di immigrati saranno Sicilia, Lombardia e Lazio. Il governo sta attualmente cercando di trovare sistemazioni per i migranti presso hotel, alberghi, residence, ma anche campeggi e villaggi turistici.

Dall’Islanda arriva invece una iniziativa popolare provocatoria e in contro tendenza rispetto agli altri paesi europei. Dopo che il governo locale aveva proposto di ospitare appena 50 migranti siriani, oltre 10 mila islandesi hanno offerto su Facebook la loro disponibilità ad accogliere i profughi provenienti dalla Siria. Un’idea che ha avuto talmente successo in rete da essere poi approvata anche dal ministro del Welfare islandese Eyglo Hardardottir.