Uno scafista ha costretto un gruppo di migranti a gettarsi in mare a largo dello Yemen, moltissimi i morti tutti giovani come testimonia la organizzazione non governativa OIM che bolla come “scioccante e disumano” il fatto. Circa 50 migranti della Somalia e dell’Etiopia sono stati “deliberatamente affogati” da un trafficante di uomini che li ha costretti a gettarsi in mare al largo delle coste dello Yemen.

Alcuni dei testimoni sopravvissuti raccontano che “I sopravvissuti ci hanno detto di essere stati costretti a buttarsi in acqua, alcuni spinti fisicamente in mare dallo scafista che poi è ripartito per tornare in Somalia e prendere un altro carico di persone”. Gli operatori di Oim hanno soccorso i 27 ragazzi sopravvissuti mentre ha provveduto alla sepoltura, improvvisata, di 20 corpi nella spiaggia provincia yemenita di Shabwa, lungo il golfo di Aden. Sono più di 22 i dispersi in mare secondo il racconto di chi ha toccato terra ancora in vita.

Lo stretto braccio di mare tra il corno d’Africa e lo Yemen e da tempo una rotta di migrazione, nonostante la guerra che da anni imperversa nello Yemen. I migranti africani continuano infatti a passare di lì perché non c’è un’autorità centrale che possa impedire loro di sbarcare e proseguire poi il loro viaggio. Il tragitto diventa sempre più pericoloso e i migranti finiscono spesso nelle mani dei guerriglieri o di banditi senza scrupoli.