La situazione sul Brennero sta mettendo in allarme non solo le istituzioni italiane, ma anche quelle europee. L’Ue guarda infatti con grande preoccupazione alla possibilità che il governo austriaco per arginare i flussi di migranti possa bloccare la circolazione al confine con l’Italia, venendo così meno agli accordi di Schengen.

Per discutere dell’allarme migranti e della complessa situazione sul Brennero è previsto un importante incontro tra Matteo Renzi e Jean-Claude Juncker. Il nostro presidente del Consiglio e il presidente della Commissione Europea in passato si sono trovati spesso in disaccordo, soprattutto per quanto riguarda le politiche economiche, ma sul fronte migranti sembrano essere dalla stessa parte. Il loro incontro è stato fissato per giovedì 5 maggio a Palazzo Chigi.

Riguardo alla situazione migranti, il portavoce dell’esecutivo dell’Unione Europea Mina Andreeva ha fatto sapere che: “La Commissione europea segue tutti gli sviluppi in Europa che vanno contro la tabella di marcia per tornare” alla normale circolazione di persone nei paesi dell’Ue e dichiara che l’Europa guarda “con grave preoccupazione” alla situazione del blocco sul Brennero.

Mina Andreeva aggiunge che: “La Commissione valuterà qualsiasi misura decisa o annunciata dal governo austriaco secondo i criteri di necessità e proporzionalità. Il presidente Jean-Claude Juncker discuterà della questione col premier Matteo Renzi, a Roma, giovedì 5 maggio”.

Riguardo alla soluzione del problema dei migranti con il blocco del Brennero, Matteo Renzi ha dichiarato che è “sfacciatamente contro le regole europee, oltre che contro la Storia, contro la logica e contro il futuro”.

Dello stesso parere sul tema migranti anche Papa Francesco. Il portavoce della conferenza episcopale austriaca Paul Wuthe ha inoltre dichiarato che il blocco del Brennero: “Non può essere in alcun modo la soluzione, servono decisioni coordinate a livello europeo, che tutelino la dignità delle persone. La risposta deve essere la pace in Siria e in Libia, il sostegno agli interventi umanitari internazionali in quei Paesi e nelle regioni limitrofe e infine un coordinamento politico europeo all’insegna dell’accoglienza”.

Anche Ban Ki-moon, il segretario generale dell’Onu, si è dichiarato contrario alle “politiche sull’immigrazione e i rifugiati sempre più restrittive” prese da alcuni paesi europei come l’Austria, aggiungendo che si tratta di “un messaggio molto negativo sugli obblighi degli Stati membri previsti dalla legislazione internazionale e dal diritto europeo. Sono allarmato dalla crescente xenofobia qui e altrove”.