Si inasprisce lo scontro tra Croazia e Serbia sul flusso dei migranti. Dopo l’entrata in vigore del divieto di Belgrado al traffico di mezzi pesanti proveniente dalla Croazia, il governo di Zagabria nega ora l’ingresso sul proprio territorio a chiunque abbia passaporto serbo. Un processo innescato dalla decisione presa nei giorni scorsi dalla Croazia di chiudere sette degli otto valichi di frontiera, così da scongiurare il rischio di un massiccio afflusso di migranti in arrivo da Est, flusso che secondo Zagabria verrebbe intenzionalmente favorito proprio da Belgrado.

Si tratta della più grave controversia tra i due Paesi dai tempi della guerra di Jugoslavia e mentre i due governi si rimpallano responsabilità e accuse nella gestione della crisi, al valico di Batrovci – Bjakovo, lungo l’importante autostrada Belgrado-Zagabria, si sono formate lunghissime code di camion e auto in direzione Zagabria.

Il premier serbo, Aleksandar Vucic, criticando il blocco croato, aveva avvisato che la Serbia avrebbe cercato un possibile accordo con Zagabria fino alla mezzanotte di oggi, dopo di chè sarebbe scattato un pacchetto di contromisure. L’accordo non c’è stato e Belgrado ha quindi dato il via ai suoi provvedimenti restrittivi nei confronti della Croazia. Le misure, aveva detto Vucic, oltre che economiche, sono di carattere politico e legale. Sulla chiusura delle frontiere per l’emergenza migranti si è espresso in toni tutt’altro che amichevoli il ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic, definendo il caso “senza precedenti dalla fine della seconda guerra mondiale”. “Se qualcuno pensa che la Serbia non adotterà misure di rappresaglia, si sbaglia. Abbiamo tutto il diritto di difendere il nostro Paese, la nostra economia” ha affermato Dacic.

L’Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza Federica Mogherini e il commissario all’Allargamento Johannes Hahn richiamano intanto i Paesi sostenendo che la chiusura delle frontiere non sia la soluzione alla crisi dei migranti.