L’agenzia dell’Unione Europea che si occupa della lotta al crimine ha lanciato un allarme davvero preoccupante. Secondo i dati rilasciati dall’Europol sarebbero infatti ben 30 mila le persone che lavorano come trafficanti di esseri umani.

Lo sfruttamento del dramma dei migranti sarebbe inoltre diventato ormai più redditizio persino di altre attività criminali come il commercio della droga e il contrabbando delle armi. Un business davvero ampio che vedrebbe coinvolti tra i trafficanti circa 30 mila persone appartenti alle più varie nazionalità.

A fornire questi dati allarmanti è stato il direttore dell’Europol Robert Crepinko nel corso di un’intervista concessa all’Afp e pubblicata da Sky News online. Crepinko dichiara che il contrasto nei confronti dei trafficanti di esseri umani: “è di sicuro la priorità assoluta, non solo per l’Europol ma per tutti gli stati Ue. Se parliamo dell’intera immigrazione clandestina in Europa, non solo quella nel Mediterraneo, il numero dei sospetti è di 30.000 individui”.

Per ostacolarli, Crepinko dichiara che entro breve dovrebbe essere avviata un’unità nel Pireo in Grecia, in modo da contrastare il traffico di esseri umani dalla Turchia. Inoltre, Europol sta collaborando con la missione navale dell’Ue “Eunavfor Med” da una base della Sicilia, sempre per cercare di sconfiggere i numerosi impiegati in questo terribile quanto redditizio business. Stando a quanto ha dichiarato Izabella Cooper, la portavoce di Frontex, l’agenzia Ue di controllo delle frontiere, quello del traffico di esseri umani oggi: “è probabilmente il più redditizio che ci sia, ancora più del contrabbando di armi e droga”.

La soluzione che si propone Federica Mogherini nei confronti del problema dell’immigrazione e dei trafficanti è quella di seguire l’esempio italiano. Durante un’intervista rilasciata al TG1, l’Alto Rappresentante della Politica Estera europea ha affermato che: “Se tutti adottassero in questa fase il modo umano che ha avuto l’Italia di salvare vite umane, anche l’immagine dell’Europa nel mondo sarebbe migliore”, dichiarandosi “orgogliosa” per il modo in cui il nostro paese è riuscito “a dare solidarietà ed accoglienza” e diventando in questo modo “un modello per tanti altri Paesi”.