Eurotunnel, società che gestisce il tunnel ferroviario sotto la Manica che collega Francia e Regno Unito, chiede 29 milioni di euro di risarcimento per la perdita di reddito e i costi aggiuntivi sostenuti nel 2015 a causa delle migliaia di migranti che hanno preso d’ assedio l’ area di Calais.

A metà luglio, Eurotunnel aveva chiesto ai governi di Francia e Gran Bretagna (da cui ha ottenuto la concessione per la gestione del collegamento) 10 milioni di euro relativi ai costi di gestione del primo semestre; la richiesta ora si alza a 29 milioni per l’ intero 2015. Nello specifico, la società calcola di aver subito perdite per mancati introiti pari a 26 milioni di euro, ai quali si aggiungono ulteriori 3 milioni legati ai costi di tenuta in sicurezza dell’ area, ha spiegato alla stampa il CEO del gruppo, Jacques Gounon, che tuttavia ha riconosciuto lo sforzo congiunto dei due governi, grazie al quale “Eurotunnel ha potuto fornire il servizio di trasporto senza interruzioni da ottobre 2015“. “Gli Stati hanno adempiuto al loro ruolo nel mantenimento della sicurezza con altissima efficienza. Sono molto grato a loro“, ha spiegato Jacques Gounon, aggiungendo che la presenza delle forze di sicurezza, in corso dal 23 ottobre 2015, ha fatto sì che da quella data non si siano più verificati incidenti.

Nel corso del 2015, si calcola che circa 37.000 migranti abbiano transitato nel campo profughi di Calais, nel nord della Francia – conosciuto come la giungla – con la speranza di entrare nel Regno Unito attraversando illegalmente il tunnel della Manica. Durante tutta l ’estate si sono verificati disordini notturni, con numerose interruzioni del servizio causate dai tentativi dei migranti di salire su camion e treni in corsa, attraversando così il confine. Centinaia e centinaia di persone hanno tentato per mesi, notte dopo notte, di introdursi nel tunnel, incuranti dei rischi, che fin troppo spesso si sono rivelati fatali.

Attualmente si contano circa 7 mila migranti ancora accampati a Calais, per la maggior parte provenienti da  Africa e Medio Oriente, contenuti nel campo ormai tristemente noto come la giungla.