Ospite della Conferenza Fao, Paolo Gentiloni ha lanciato un appello all’Unione Europea inerente la crisi dei migranti e le responsabilità della comunità internazionale.

Il presidente del Consiglio ha infatti parlato di una situazione che potrebbe degenerare senza aiuti esterni: “L’Italia intera è mobilitata nell’accoglienza dei migranti e chiede condivisione in questa opera, necessaria se l’Europa vuole mantenere fede ai propri principi, storia e civilità, e necessaria all’Italia per evitare che la situazione divenga insostenibile e alimenti reazioni ostili nel nostro tessuto sociale che finora ha reagito in modo esemplare dimostrando capacità di accoglienza e coesione“.

Tuttavia le parole del premier hanno avuto anche sfumature positive: “L’iniziativa italiana ha prodotto alcuni primi risultati e mi auguro che generino effetti concreti”, volendo ricordare l’incontro a Parigi del ministro Marco Minniti con gli omologhi tedeschi e francesi, che ha stabilito un’intesa di massima in vista del prossimo vertice in Estonia.

La risposta è arrivata immediatamente e in modo diretto, da parte del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Si tratta di una promessa che dovrebbe portare a risultati misurabili: “La prossima settimana vedrò con i premier di Italia e Grecia quali sforzi supplementari la Commissione Ue può fare per alleviare gli sforzi di questi due paesi nella loro lotta eroica”.

La requisitoria di Gentiloni è stata puntuale e non priva di una punta polemica: “Siamo di fronte a numeri crescenti che alla lunga potrebbero mettere a dura prova il nostro sistema di accoglienza. Abbiamo internazionalizzato le operazioni di salvataggio ma l’accoglienza resta di un Paese solo. Questo mette il nostro Paese sotto pressione ma noi abbiamo un aspetto umanitario, di rispetto delle leggi e lo confermeremo. Non violiamo le regole o vogliamo rinunciare a un atteggiamento umanitario: siamo sotto pressione e chiediamo il contributo concreto degli europei“.

Parole di conforto sono arrivate anche dal commissario Ue agli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos – “La cosa più importante è che l’Unione europea non lasci l’Italia da sola, siamo al fianco dell’Italia, capiamo perfettamente la situazione sul terreno e sono sicuro che la risolveremo” – e da Angela Markel: “Aiuteremo l’Italia, ci sta proprio a cuore questa necessità”.

Si riscontra però la frenata del neopresidente Emmanuel Macron.  ”Sosteniamo l’Italia e la Francia deve fare la sua parte sull’asilo di persone che vogliono rifugio. Poi c’è il problema di rifugiati economici, e questo non e’ un tema nuovo: l’80% dei migranti che arrivano in Italia sono migranti economici. Non dobbiamo confondere”.