Stanno facendo molto discutere le parole del procuratore Carmelo Zuccaro, operativo a Catania, intervenuto durante la trasmissione televisiva Agorà, su Raitre, in merito al tema dei migranti.

Il magistrato ha affermato che a suo avviso “alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga”.

Il piano delle organizzazioni non governative però potrebbe essere molto più ampio rispetto al “semplice” sfruttamento degli esseri umani: “Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante: si perseguono da parte di alcune organizzazioni finalità diverse, ovvero destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”.

Il giorno prima Zuccaro era stato intervistato anche dal Tgr Sicilia. In questa sede aveva spiegato di non avere a disposizione prove inequivocabili, nonostante ci sia un’indagine in corso: “Di prove si può parlare soltanto a fronte di conoscenze che possano essere utilizzate processualmente e queste al momento mancano. Tra gli elementi raccolti ci sono i contatti diretti con soggetti che si trovano in Libia che annunciano la partenza di barconi.”

Ovviamente però il procuratore non ha voluto generalizzare, per quanto rimanga ferma la sua condanna e la sua preoccupazione: “Non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma ci sono Ong che non rispettano le regole”.

Le parole di Zuccaro ricordano quelle di Luigi Di Maio il quale riprendendo il blog di Beppe Grillo aveva parlato di un business dell’immigrazione e del trasporto in Italia di criminali da parte delle Ong.

La Camera però ha già ricevuto un’informativa relativa a quattro casi nel 2016 in cui le barche di alcune Ong sarebbero arrivate fino alle acque territoriali della Libia per trasportarle non a Malta ma sulle coste della Sicilia o della Calabria. Il riferimento a Malta non è casuale, in quanto una delle associazioni accusata ha sede proprio nell’isola.

Sulla questione è intervenuta la Lega Nord che tramite il deputato Paolo Grimaldi ha chiesto di “bloccare subito l’ingresso di queste navi nelle acque italiane e l’accesso ai nostri porti fino a quando non verrà fatta totale chiarezza sui rapporti con le organizzazioni di trafficanti di uomini”.

Forte anche l’intervento di Francesco Montenegro, cardinale e presidente di Caritas, che ha stigmatizzato il desiderio di polemiche pubbliche: “Tante Ong, generosamente e anche rischiando, vanno incontro a chi sta perdendo la vita o è in prossimità di farlo: credo sia un atto di grande rispetto e che vada sopportato anche da chi sta in terra ferma e decide le sorti di tutti. Non bisogna dire che tutte approfittano della situazione per arricchirsi. Se ce n’è qualcuna si fanno le debite indagini e ricerche e chi sfrutta questa situazione sarà penalizzato”.