Continuano i tentativi dell’Italia di sensibilizzare gli stati dell’Unione Europea sull’emergenza migranti. E finalmente, dopo il buco nell’acqua del vertice di Tallinn, si iniziano a recepire i primi risultati.

È infatti delle ultime ore l’appoggio che la Grecia ha voluto fornire al nostro Paese attraverso il ministro per le migrazioni Ioannis Mouzalas, il quale ha affermato che le richieste avanzate da Roma sono giuste e condivisibili: “Un problema europeo e internazionale non può avere una soluzione nazionale”.

Tuttavia permangono dubbi e resistenze. La Repubblica Ceca, per esempio, accusa l’Italia di inadempienze: Praga infatti sostiene che Roma non avrebbe permesso i colloqui di sicurezza con dieci possibili candidati alla relocation e inoltre che non avrebbe mai fornito risposta alle sue richieste di contatto.

Dal punto di vista operativo intanto arrivano importanti aggiornamenti. Fabrice Leggeri, direttore di Frontex, dopo un incontro con la delegazione italiana ha infatti annunciato che l’operazione Triton sarà rivista, con l’impegno dei Paesi europei a rafforzarla.

Nel caso di arrivi massicci di migranti, l’Italia ha richiesto durante il tavolo tecnico svoltosi a Varsavia che gli sbarchi possano essere dirottati anche verso altri porti europei. I partecipanti si sono detti favorevoli e hanno proposto un supporto addizionale da parte della Ue e di Frontex, ma il loro parere al momento non è vincolante o ufficiale.

Si è poi parlato della questione Ong: l’Italia vorrebbe che fosse stilato un codice di condotta con l’aiuto di Frontex e degli Stati membri, condividendo le esperienze operative. Le 400 persone impiegate da Frontex (più le 12 navi, i 3 aerei e i 4 elicotteri in dotazione), saranno poi dispiegate negli hotspot italiani per aiutare il Paese a velocizzare le procedure di identificazione e registrazione e ad aumentare il sostegno nelle operazioni di rimpatrio.