Pugno duro del Governo italiano che, stando ad un’anticipazione del “Corriere della Sera”, starebbe preparando un provvedimento per bloccare le partenze dei barconi in Libia. Ci saranno una nave “comando” e almeno altre cinque navi più piccole che pattuglieranno il Mediterraneo con un impiego di uomini che andrà dai 500 ai 1000. La delibera, già preparata dal Ministero della Difesa, in coordinamento con Palazzo Chigi, Interno ed Esteri, dovrebbe arrivare in Parlamento prima della pausa estiva così da trovare una rapida soluzione alla questione sbarchi.

Migranti: schierate navi, aerei e droni

Il modello sarà simile a quello della “missione Alba” che nel ’97 bloccò il flusso migratorio dall’Albania alla Puglia e verrà effettuato con aerei, elicotteri e droni (oltre alle navi). Ci sarà anche una task force di militari italiani che, sul territorio libico, dovrà occuparsi del coordinamento delle operazioni: un compito delicatissimo per il quale si sta pensando di concedere la “massima immunità possibile rispetto alle leggi locali”.

Migranti verranno portati in Libia

Non si tratterà, dunque, di respingimenti ma di un blocco delle imbarcazioni che tenteranno di oltrepassare il confine libico trasportando centinaia di migranti: qualora i barconi fossero in difficoltà, le autorità italiane avranno l’0bbligo di soccorrerle.

Non è chiaro se le navi con migranti a bordi verranno portate in Italia o rispedite in Libia: in quest’ultimo caso, però, sarà necessario che il Governo locale assicuri il rispetto dei diritti umani. In questo modo, tra l’altro, si ridurrebbe anche l’attività delle Ong, duramente contestate da “Generazione Identitaria”, da alcuni partiti di destra e messe in dubbio persino dal Procuratore della Repubblica di Catania.