Se negli ultmi mesi l’esodo dei migranti africani in fuga dalle guerre e dalla povertà aveva toccato soprattutto altri paesi, come la Grecia, adesso e nei prossimi mesi l’emergenza è tornata a riguardare l’Italia. Il nostro governo non ci sta però ad affrontare la situazione da solo e chiede un intervento, questa volta deciso, da parte dell’Unione Europea.

Il governo italiano ha in preparazione una lettera da mandare all’Ue in cui richiede un aiuto per arginare l’emergenza migranti in maniera collettiva, senza lasciarci da soli, e propone un’iniziativa che è stata chiamata “Immigration Compact”.

Mentre la situazione dei migranti torna a farsi preoccupante per l’Italia per via della difficile situazione in Libia, provocando nuovi massicci esodi verso le nostre coste, il governo sta preparando una nuova lettera all’Ue, dopo quella che il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni avevano già fatto avere alla comunità europea nei giorni passati, per protestare contro la costruzione da parte del governo austriaco della barriera sul Brennero.

Tra le richieste avanzate dal governo italiano sul tema migranti nella nuova lettera ci sarebbe quella di accettare la proposta avanzata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker di smistare i richiedenti asilo nei vari paesi dell’Unione. Inoltre, nella lettera l’Italia richiederà l’accelerazione degli accordi con quelle nazioni da cui i migranti partono e transitano, attraverso lo stanziamento di fondi. Tra questi paesi ci potrebbe essere anche la Libia.

Intanto il governo austriaco risponde alle critiche riguardo alla costruzione della barriera al Brennero. Attraverso una lettera aperta a La Repubblica, il presidente dell’Austria Heinz Fischer ha scritto: “Comprendo le preoccupazioni delle autorità regionali locali, ma è necessario che tra Italia e Austria la circolazione delle persone e delle merci avvenga come disciplinato dai principi europei tra due Paesi membri dell’Ue. La realtà attuale, in assenza di una efficace protezione dei confini esteri europei, costringe un Paese come l’Austria a ricorrere a misure aggiuntive per impedire l’ingresso di persone di cui si ignorano identità e motivazioni, provenienti da Paesi extraeuropei, in numero illimitato”.

Il presidente austriaco Heinz Fischer sull’emergenza migranti aggiunge poi: “L’Austria è in grado fin d’ora di consentire l’ingresso controllato di circa 150 richiedenti asilo, senza pregiudicare la circolazione al confine. Il numero aumenterà ancora significativamente fino a giugno. È certo che i problemi al Brennero si ridurranno quando più efficace sarà la protezione di confine esterni europei”.