I trattati di Schengen sono sempre più a rischio. L’Unione Europea rischia di spaccarsi sulla questione migranti e presto potrebbe venire meno la libera circolazione dei cittadini tra i vari paesi membri. Prima che i controlli alle frontiere vengano ripristinati comunque c’è ancora tempo, sebbene poco: appena tre mesi.

L’Ue ha fornito un ultimatum alla Grecia, intimando al governo guidato da Alexis Tsipras di fare qualcosa in modo da “riprendere il controllo delle sue frontiere” per poter fermare, o se non altro arginare, il flusso dei migranti provenienti dall’Africa all’Europa.

L’Unione Europea ha dato a Tsipras tre mesi di tempo per riuscire a proporre un piano credibile per poter far fronte all’emergenza migranti. Nel caso non dovesse farcela, gli accordi di Schengen potrebbero cessare. L’ultimatum nei confronti della Grecia dovrebbe essere presentato oggi dai Timmermans e Mogherini, per poi poter essere approvato dal collegio capitanato dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Tra i punti cardine del documento c’è la ripresa dei controlli alla frontiera tra Grecia e Macedonia per fermare il flusso di migranti. Inoltre l’Ue proporrà a Tsipras di riprendere all’interno dei suoi confini le migliaia di rifugiati che attualmente hanno raggiunto vari altri paesi dell’Unione, come la Germania e la Svezia.

Da parte dell’Unione Europea c’è la speranza che la Grecia possa risolvere la situazione entro tre mesi. Tsipras, come spiega un alto funzionario Ue, ce la può fare: “In teoria sì, ma con la situazione economica disastrosa servirà enorme determinazione da parte del suo governo”.

Per quanto il testo sarà rivolto in maniera particolare alla Grecia, pare che ci possano essere alcune richieste anche nei confronti dell’Italia. L’Ue richiederà al nostro paese un maggiore sforzo per completare i centri hotspot, visto che al momento dei cinque centri di accoglienza dei migranti previsti soltanto due sono attivi, mentre altri due sono ancora in fase di allestimento.