Nuova tragedia in mare. Una donna e tre bambini sono annegati nel mar Egeo, al largo dell’isola greca di Kalymnos. La notizia è stata riferita dalla guardia costiera greca che ha detto di aver salvato nella notte 13 migranti dopo il naufragio di un barcone e di stare continuando le ricerche di un altro bambino disperso. Altre undici persone sono state tratte in salvo.

Nel frattempo, da mezzanotte l’Ungheria ha deciso di chiudere i confini con la Croazia ai migranti e ai profughi richiedenti asilo. La notizia è stata annunciata dal ministro degli Esteri Peter Szijjarto in seguito alla decisione presa a seguito di una riunione d’emergenza del consiglio di sicurezza nazionale avvenuto subito dopo l’incontro dei leader Ue a Bruxelles che, secondo Budapest, “non è riuscito a decidere su una forza di sicurezza comune per proteggere il confine greco, mentre era chiaro che l’Ungheria dove proteggere le frontiere esterne dell’area Schengen”. Anche se il blocco è iniziato a partire da mezzanotte, per ragioni umanitarie sono state fatte passare anche dopo lo scattare dell’ora X alcune centinaia di migranti giunti alla frontiera di Botov pochi minuti prima della chiusura con l’ultimo treno proveniente da Tovarnik.

Il blocco dell’Ungheria verrà applicato solamente ai migranti, in maggior parte provenienti dal Medio Oriente, mentre secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, il normale traffico al valico di confine di Beremend è rimasto inalterato. La Slovenia, in vista delle misure intraprese da Belgrado e Zagabria, ha reagito interrompendo già dalla serata di ieri il traffico ferroviario con la Croazia, annunciando che il flusso di persone provenienti dalla Serbia verrà d’ora in poi indirizzato verso la Slovenia.