Sono 1428 i migranti sbarcati al porto di Catania dalla nave “Diciotti” della Guardia Costiera: si tratta di uomini, donne e un centinaio di bambini salvati nei giorni scorsi in diverse operazioni di soccorso nel Mediterraneo. “Abbiamo visto la morte con gli occhi” ha dichiarato un uomo, originario della Siria che – dopo essere scampato alla guerra in Siria – si era rifugiato in Libia dove, però, la situazione è presto precipitata. Così sì è visto costretto a salire, con tutta la sua famiglia, sul barcone della morte diretto in Italia.

Il racconto di una famiglia di siriani

Il siriano, che ha tre figlie e due figli piccoli e che in Siria svolgeva la professione di ceramista, non salirebbe più su quella piccola imbarcazione che li ha portati in Italia: non pensava fosse così pericoloso e devastante soprattutto dal punto di vista fisico, come ha raccontato a Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR. I migranti, infatti, dopo aver imbarcato acqua, sono rimasti per circa 7 ore nel Mediterraneo in attesa dell’arrivo dei soccorsi coordinati dalla Guardia Costiera italiana. Il suo obiettivo, adesso, è quello di ricongiungersi ai suoi fratelli e quelli della moglie che si trovano in Germania.

Migranti, sbarco con 1428 persone

Lo sbarco – che è cominciato ieri mattina al porto di Catania – è stato supportato da un’efficiente (e ormai rodata) macchina organizzativa: dall’identificazione ai controlli sanitari, dal cibo alle prime cure della Croce Rossa fino al trasferimento ai centri di prima accoglienza.