L’ ennesimo barcone carico di migranti è naufragato nelle acque del Mar Mediterraneo. Almeno 10 le vittime dell’ ultima tragedia del mare: tra le morti accertate anche quelle di 5 bambini, tra cui un neonato, annegati al largo dell’ isola greca di Farmakonisi, a soli 13 chilometri dalle coste turche. Secondo le autorità greche, il barcone su cui viaggiavano trasportava almeno 25 persone: 13 uomini e 2 donne sono già stati tratti in salvo dai soccorritori e trasportati all’ ospedale dell’isola di Leros, mentre altri due migranti risultano ancora dispersi. Continuano intanto le operazioni di soccorso da parte della guardia costiera turca, fa sapere l’ agenzia di stampa Dogan, che si sta avvalendo anche dell’ utilizzo di alcuni elicotteri.

Sarebbero almeno 3.600 le persone che quest’ anno hanno perso la vita durante i viaggi della speranza. Questi i dati diffusi dall’ Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l’ Alto commissariato Onu per i rifugiati. Oltre 150.000, invece, i migranti tratti in salvo durante le operazioni italiane nel Mediterraneo, ha fatto sapere il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, per un totale di oltre 1 milione di profughi giunti quest’ anno in Europa, quattro volte tanti rispetto agli arrivi registrati lo scorso anno. Oltre l’ 80% dei migranti sono giunti in Grecia; seguono Italia (con 150.317 arrivi), Bulgaria, Spagna, Cipro e Malta. La metà dei rifugiati sarebbe di nazionalità siriana, il 20% sono afghani e il 7% iracheni.

Nel frattempo, proprio oggi, Turchia e Grecia riprenderanno le trattative finalizzate a risolvere la lunga disputa sul loro confine ufficiale nel Mar Egeo. A riferirlo è il quotidiano turco “Hurriyet”, citando il comunicato stampa del ministero degli Esteri di Ankara. L’ ultimo tentativo di trovare un’ intesa sulla spinosa questione risale al settembre del 2014, ma è dall’ ormai lontano 1970 che i due Paesi sono in disaccordo sui confini delle loro acque territoriali, della piattaforma continentale e dello spazio aereo.