Come già annunciato pochi giorni fa, il Consiglio dei Ministri ha varato oggi nuove norme in merito a gestione e accoglienza dei migranti: si tratta di “decisioni importanti in materia di difesa, di migrazioni e in materia di sicurezza delle nostre aree urbane”, come ha spiegato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in fase di conferenza stampa.

Nei decreti approvati dal governo si legge l’intenzione di regolarizzare l’intero fenomeno dell’immigrazione di massa strappandolo alla criminalità organizzata, sia pensando agli interessi del Paese che a quello di chi arriva da altro luoghi.

Una scelta che porta avanti un discorso intrapreso negli ultimi anni, lodato dall’Unione Europea ma spesso andato disatteso, come ha tenuto a precisare il premier: “Ci teniamo molto stretti i nostri valori umanitari e dell’accoglienza e rivendichiamo il lavoro fatto in questi anni perché credo che l’Italia abbia un buon curriculum nonostante le difficoltà ed i numeri da fronteggiare. Abbiamo negli ultimi anni in un certo senso indicato la strada all’Ue, ora bisogna rendere effettivo il principio di condivisione dell’onere dell’accoglienza”.

Nello specifico le nuove norme introdotte avranno come obiettivo l’agevolazione del riconoscimento del diritto d’asilo, rendendo così più trasparente il sistema dell’accoglienza; allo stesso tempo verrà reso anche più veloce il processo di rimpatrio per gli immigrati irregolari.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti è entrato nel dettaglio parlando dei due decreti legge. In nel campo dei ricorsi “per ridurre i tempi di concessione dell’asilo verrà soppresso un grado di giudizio“, con l’innesto di 250 specialisti per velocizzare quanto più possibile i tempi di decisione sul diritto di asilo.

Inoltre vi è la volontà di eliminare i vecchi Centri di identificazione ed espulsione sostituendoli con dei Centri permanenti per il rimpatrio: nuove strutture, una per regione, da circa 1600 posti. Nel decreto si prevede anche la possibilità per i Comuni di proporre lavori di pubblica utilità ai migranti che si offrano come volontari.

Il ministro Orlando ha parlato dell’istituzione di sezioni specializzate in 14 tribunali ordinari, che giudici che si occuperanno esclusivamente di questo campo a partire da conoscenze specifiche: “È utile intervenire con urgenza sull’impatto del fenomeno migratorio sulla giurisdizione perché i tempi del riconoscimento dello status di profugo stanno crescendo: da 167 a 268 giorni, con una crescita della definizione molto forte. Aumentano i numeri ma anche la complessità della ricostruzione del fenomeno.”

In merito ai ricorsi Orlando ha specificato che “il decreto di negazione” sarà “ricorribile solo in Cassazione. C’è un’emergenza e non ci possiamo permettere che i tempi del processo ci sfuggano di mano determinando effetti su forze dell’ordine e Comuni, con gente in attesa che va gestita dal punto di vista logistico“.