Ennesima tragedia del mare. Ancora migranti morti con la speranza di arrivare sulle coste italiane per un futuro migliore e una vita libera e dignitosa. Mentre la Marina Militare concludeva le operazioni di recupero del relitto con oltre 700 cadaveri deceduti ad aprile 2015, dieci donne morivano in un altro naufragio registratosi questa mattina nel Canale di Sicilia. Un gommone carico di migranti, infatti, sarebbe affondato lasciando cadere in acqua decine di uomini e donne: molti di loro non ce l’hanno fatta.

Migranti, salvate 107 persone

Il gommone si trovava a circa 20 miglia dalle coste libiche e conteneva oltre 100 persone. In 107 sono state salvate dalla Guardia Costiera italiana mentre 10 donne sono decedute. Difficilissime le operazioni di soccorso anche perché il naufragio sarebbe avvenuto con avverse condizioni meteorologiche: vento a 30 nodi, onde alte 2 metri e mare forza 3. La nave Diciotti, invece, ha tratto in salvo altre 117 persone che si trovavano a bordo di un altro “barcone della morte”. Con l’arrivo dell’estate, infatti, continueranno ad aumentare gli sbarchi di migranti sulle coste italiane, nella maggior parte dei casi uomini, donne e bambini partiti dalla Libia con barconi di fortuna, dopo aver pagato ingenti somme ai “manager della morte”.

Migranti, il barcone della morte

Il relitto affondato il 18 aprile 2015, causando la morte di oltre 700 persone, è già arrivato al porto di Augusta, nel siracusano, dove è stato collocato all’interno di una tensostruttura refrigerata lunga 30 metri e larga 20. Lì verranno individuate le 700 salme per poi tentare di dare un nome alle vittime. Impossibile fare una stima precisa del numero di migranti di quel maledetto naufragio anche se almeno 300 corpi si troverebbero sicuramente all’interno del relitto. A questi si devono aggiungere le 169 salme già recuperate in precedenza dai sommozzatori della Marina militare. Secondo le testimonianze dei superstiti, su quel barcone ci sarebbero state oltre 700 persone; solo 28 i sopravvissuti alla tragedia.

Migranti, Renzi: “Fiero di essere italiano”

“Grazie alla Marina Militare. Fiero di essere italiano. Lavoriamo tutti i giorni perché l’Europa sia all’altezza dei valori che l’hanno fatta grande” è il commento del premier italiano Matteo Renzi che, fin dal primo momento, aveva espresso il desiderio di recuperare le salme delle vittime, dando loro degna sepoltura. Dello stesso avviso anche la Procura di Catania che in questi mesi ha lavorato senza sosta e con spirito di abnegazione. “Quella nave contiene storie, volti, persone, non solo un numero di cadaveri. Ho dato disposizione alla Marina Militare di recuperare il delitto per dare sepoltura a quei nostri fratelli, a quelle nostre sorelle che altrimenti sarebbero rimasti per sempre in fondo al mare. L’ho fatto perché noi italiani conosciamo il valore della parola civiltà” ha concluso il Premier.

Migranti, Gasparri: “Complici di queste stragi”

Immediate, immancabili e prevedibili le critiche sul commento di Matteo Renzi. Durissimo l’attacco del senatore Gasparri: “L’Europa delle missioni pro-scafisti e la politica di un governo come quello italiano sono responsabili di queste morti. Renzi nasconde le mani grondanti sangue per aver incentivato con la sua scelleratezza le partenze [...] Il buonismo terzomondista sta causando tragedie indicibili. L’ottusità di Renzi lo rende complice di queste stragi”.