La documentazione fornita da Frontex al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che si sta occupando della presunta collusione fra alcune Ong e i trafficanti di migranti contiene delle accuse pesanti, come rivelato dal Corriere della Sera.

Nelle venti pagine del dossier si parla di segnalazioni tardive alla Guardia costiera, ma anche di contatti diretti fra i trafficanti della Libia e la Guardia costiera libica e le navi della Ong che pattugliano le acque territoriali per salvare quante più persone dalla furia del mare.

La relazione si concentra sull’operato di Sea Watch, Medici senza frontiere, Jugend Rettet, Open Arms e Moas, che dal canto loro hanno già definito le accuse ricevute come “infamie” le accuse mosse dal procuratore.

Le analisi di Frontex si basano sia sull’osservazione delle rotte seguite nell’anno in corso, sia sulle testimonianze dei migranti appena sbarcati e i documenti forniti dall’intelligence di altri Paesi. In alcuni casi verrebbe sottolineato come le tecniche di salvataggio delle Ong (contattate via telefono satellitare, con tanto di numeri diretti delle navi) siano di intralcio alle indagini sui trafficanti, che avrebbero tutto il tempo di confondersi con i migranti prima dell’arrivo delle autorità.

Arriva però la precisazione di Izabella Cooper, portavoce di Frontex, la quale afferma che l’agenzia europea non ha mai accusato le Ong, essendosi limitata a “passare le informazioni che raccogliamo durante i salvataggi e l’assistenza dei migranti” e di non sapere nulla di concreto riguardo i finanziamenti delle Ong, altro dettaglio messo in discussione da Zuccaro.