Soldi ai Comuni che accolgono i migranti. Lo ha annunciato ieri il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a margine del G7 in Germania. Il leader del PD ha inteso così rispondere alle obiezioni sollevate dalla Lega sulle quote profughi assegnate alle Regioni del Nord.

Il governatore della Lombardia Roberto Maroni nelle scorse ore aveva addirittura minacciato di tagliare i fondi ai Comuni che accettavano di ospitare i migranti.  Contrari al piano di accoglienza del Viminale si erano detti anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini e il governatore del Veneto Luca Zaia. Gli esponenti del Carroccio minacciano ora di occupare le Prefetture. Renzi, per scongiurare il fallimento del piano migranti del Ministero dell’Interno, ha così proposto di erogare degli incentivi ai Comuni che accolgono i profughi.

Dobbiamo dare incentivi, anche nel patto di Stabilità, a quei Comuni che ci danno una mano nel gestire l’accoglienza dei migranti. Quella sull’immigrazione è una questione rimasta colpevolmente aperta per troppi anni. Ci vorranno settimane, è un lavoro di serietà. Facile dire occupiamo le prefetture. Si tratta di risolvere guai causati da chi oggi sta urlando. Nomi e cognomi sono gli stessi, ha detto Renzi. 

Il Presidente del Consiglio ha poi ricordato a Maroni che quando ricopriva la carica di Ministro dell’Interno fu proprio lui a decidere di assegnare quote di migranti a tutte le Regioni per ridurre la pressione su quelle meridionali. Le parole di Renzi non sono servite a placare la furia della Lega:

Se Renzi e Alfano pensano di prendere il Nord come soggiorno per i clandestini hanno sbagliato tutto. Non possiamo far arrivare mille persone al giorno. La gente dice basta. Questa non è assistenza, è un business, ha tuonato Salvini.

Piano migranti: il sì del Piemonte

A sostenere il piano migranti del Viminale è invece il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino:

Credo che il Governo debba ignorare la posizione di Maroni e dare disposizione ai prefetti perché tutte le Regioni diano accoglienza ai migranti.