Tragedia sfiorata quest’oggi presso l’accampamento per migranti di Idomeni, dove due rifugiati hanno scelto di darsi fuoco in segno di protesta per il trattamento ricevuto. Per fortuna gli uomini sono stati soccorsi dai compagni che stavano partecipando alla manifestazione e ora si trovano in ospedale con ustioni importanti, per quanto non si trovino in pericolo di vita.

Nel campo sono presenti oltre 12mila persone che restano in attesa di una sistemazione dopo la definitiva chiusura della cosiddetta rotta balcanica. Il messaggio lanciato dai due migranti che hanno tentato il suicidio è stato ribadito dagli altri manifestanti: “Siamo disposti a morire qui piuttosto che tornare indietro“.

In una nota ufficiale l’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati ha reso noto di essere pronto a smantellare alcuni hotspot siti in Grecia in quanto sarebbero divenuti obsoleti e fuorilegge dopo l’accordo firmato con la Turchia, la quale prendere in consegna tutti gli immigrati arrivati in modo illegale.

Quella che si legge nel comunicato stampa è in effetti una vera e propria marcia indietro: “L’Unhcr ha finora sostenuto le autorità negli hotspot sulle isole greche, in cui i profughi e i migranti vengono ricevuti, assistiti e registrati ma alla luce delle nuove disposizioni, questi siti sono ormai diventati strutture di detenzione. Di conseguenza, e nel rispetto della nostra politica che si oppone alla detenzione obbligatoria, abbiamo sospeso alcune delle nostre attività in tutti i centri chiusi sulle isole greche“.

Resta però la questione del campo di Idomeni, che secondo alcune fonti interne della Commissione Europea non è destinato a essere smantellato: i richiedenti asilo con diritto comprovato rientreranno dunque nel piano di ricollocazione (che resta ancora da definire nel dettaglio), mentre quelli che sono stati identificati come migranti economici probabilmente verranno rimpatriati nei Paesi d’origine.

L’accordo con la Turchia prevede infatti l’espulsione solo in un arco temporale di 14 giorni dall’ingresso del Paese. Nel frattempo la ha fatto sapere di non poter dare subito esecuzione al piano di trasferimento dei migranti verso la Turchia.