Sono ripresi nel corso della notte gli scontri tra migranti e rifugiati e la polizia francese a difesa delle squadre di demolizione che hanno avuto il compito di sgomberare il campo di Calais, uno dei punti cruciali dell’immigrazione tra Francia e Gran Bretagna.

Già nella giornata di ieri il tentativo di smantellare i rifugi temporanei aveva provocato notevoli tensioni, con la polizia che era dovuta intervenire in tenuta antisommossa esplodendo alcuni colpi di gas lacrimogeni all’indirizzo dei migranti che avevano preso di mira i demolitori con una sassaiola.

L’obiettivo delle autorità francesi è quello di porre fine alla cosiddetta “giungla di Calais”, come è noto la tendopoli sorta nelle vicinanze dell’imbocco del tunnel della Manica che conduce in Inghilterra.

I migranti si rifiuterebbero infatti di essere spostati verso l’altro lato della strada, dove sono stati collocati alcuni container messi a disposizione dallo Stato francese, in quanto sarebbero sottoposti a maggiori controlli e quindi impossibilitati a tentare la traversata. In generale per la medesima ragione è stata respinta anche l’ipotesi di essere ospiti in circa 100 centri di accoglienza dislocati sul territorio.

Durante la giornata di ieri anche alcuni attivisti no-border hanno partecipato agli scontri. Il bilancio provvisorio della giornata parla di quattro persone fermate e cinque agenti leggermente feriti nei tafferugli. Le autorità locali, che negano la natura di sgombero dell’operazione, parlano di una presenza nella “giungla” di Calais pari a circa 3700 persone, con quasi mille persone che dovrebbero essere soggette allo sgombero. Le associazioni umanitarie presenti parlano poi di più di 300 minori non accompagnati che vivrebbero nel campo.

Giovedì 3 marzo il premier britannico David Cameron incontrerà il presidente francese François Hollande proprio per discutere delle crisi migratoria: il Regno Unito ha infatti chiesto ai vicini di aumentare l’attività di sorveglianza nei pressi del Canale della Manica, e nel contempo ha incrementato i fondi per l’adozione di misure di sicurezza presso il porto e il tunnel di Calais.