A parlare è un trafficante di esseri umani, un pentito, che ha raccontato l’orrore dei migranti che sperano in un futuro libero e dignitoso. Il calvario per arrivare in Italia, le torture, gli abusi. Da un anno, dunque, un trafficante collabora con la giustizia italiana e nelle sue ultime dichiarazioni choc ha fornito alcuni dettagli raccapriccianti: “Talvolta i migranti non hanno i soldi per pagare il viaggio che hanno effettuato via terra né a chi rivolgersi per pagare il viaggio in mare, e allora mi è stato raccontato che queste persone – che non possono pagare – vengono consegnate agli egiziani”.

Migranti, il racconto choc del pentito

L’ex trafficante di uomini, il primo che ha deciso di collaborare con la giustizia italiana, ha spiegato nel dettaglio come opererebbero gli egiziani: “Li uccidono per prelevarne gli organi e rivenderli in Egitto per un somma di circa 15 mila dollari. In particolare questi egiziani vengono attrezzati per espiantare l’organo e trasportarlo in borse termiche”. Sulla base di queste dichiarazioni choc, la Procura di Palermo ha disposto il fermo di 38 persone, tutte accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Migranti, business milionario

Un business che fatturava milioni di euro all’anno. Nell’estate 2015, infatti, il gruppo criminale avrebbe gestito sei sbarchi per un totale di 4 mila migranti che, arrivati sulle coste italiane, venivano aiutati a fuggire dai centri di accoglienza per poi essere trasferiti in città come Roma o Milano, dietro lauto pagamento. Da lì sarebbe continuato il loro viaggio della speranza verso Germania, Olanda e Scandinavia. “L’organizzazione opera come un vero e proprio network criminale, con diverse cellule operanti nei territori di riferimento, cui vengono attribuiti compiti specifici e determinati al fine di organizzare i viaggi e favorire così l’ingresso o la permanenza clandestina in Italia dei migranti” ha precisato la Procura di Palermo.

Migranti, falsi ricongiungimenti familiari

C’erano anche i finti ricongiungimenti familiari che si ottenevano dimostrando matrimoni inesistenti tra stranieri che già risiedono in Italia e altri con cui non avrebbero avuto alcun legame. Il costo per un falso matrimonio oscillava tra i 10 e i 15 mila euro a persona: servizio che potevano permettersi solo i più ricchi. Il pagamento avveniva via money transfer oppure con corresponsione di denaro a distanza. Punti di riferimento per i trafficanti di esseri umani sarebbero stati un bar nel palermitano e una profumeria nella Capitale.

Alcuni dei fermati, secondo la Procura di Palermo, si sarebbero resi responsabili anche di traffico internazionale di droga dal momento che l’organizzazione criminale avrebbe fatto arrivare in Italia chata o qat, particolari sostanze stupefacenti provenienti dall’Etiopia.