Dopo il fallimento del vertice europeo di Bratislava, durante il quale Matteo Renzi si è scontrato con la coppia Hollande – Merkel, l’Italia prende in mano la gestione dell’emergenza migranti con il progetto di una task force dedicata, in seno direttamente a Palazzo Chigi.

Sarà dunque direttamente la presidenza del Consiglio a coordinare le operazioni di accoglienza e i futuri accordi bilaterali con i Paesi di provenienza dei profughi, che avranno come obiettivo rimpatri e investimenti con progetti di sviluppo.

Nei fatti ciò che sarebbe stato previsto dal Migration Compact proposto e adottato dall’agenda della Commissione UE: un piano in teoria accettato sia da Francia e Germania, ma anche dagli altri membri della UE, che però stanno prendendo sempre più tempo ritardando ogni tipo di decisione esecutiva (Paesi dell’Est in prima linea).

Parte dei compiti del Ministero dell’Interno passeranno dunque alla presidenza del Consiglio, con la collaborazione di Interno, Esteri e Difesa: nei prossimi giorni dovrebbe essere comunicato il nome di chi dirigerà questa nuova squadra, che si coordinerà con il team di Angelino Alfano, che ha come compito effettuare controlli nei vari centri di accoglienza.

È lo stesso Alfano ad avere sollecitato un ripensamento della struttura, in quanto la situazione non può più essere gestita in uno stato di allerta continua: “Stiamo ripensando il sistema dell’accoglienza con un modello accentrato visto che in sei anni siamo passati da una dichiarazione di stato di emergenza per 30 mila persone a un iter ordinario per quasi 160 mila stranieri”.

È stato disposto quindi un fondo da un miliardo di euro per gestire il flusso migratorio che arriva in Italia: a questo proposito rimangono ancora da vincere le resistenze di governatori delle Regioni e sindaci che stanno bloccando la disponibilità di immobili. Per questa ragione si è deciso di servirsi anche di caserme e uffici demaniali come luoghi di accoglienza.