Non si arresta l’ondata di migranti sulle coste italiane, soprattutto su quelle siciliane che, dal punto di vista geografico, sono le più vicine alla Libia dalla quale ogni giorno partono centinaia di uomini e donne, disposti a tutto pur di fuggire da guerra e miseria. Uomini e donne che vorrebbero costruire per sé e famiglia un futuro migliore in Italia, una vita libera e dignitosa che nei loro paesi d’origine spesso viene negata. Un “viaggio della speranza” che ha costi elevatissimi e che continua ad arricchire i trafficanti di esseri umani, pronti a fare business sulla pelle delle persone, spesso torturate e violentate in Libia, prima di approdare sulle coste siciliane. Un percorso lungo e tortuoso che culmina con l’arrivo in Italia.

Nuova strage di migranti

Il bilancio dell’ultima strage di migranti è di almeno 20 morti che sarebbero annegati nel Canale di Sicilia. La nave norvegese, Siem Pilot, aveva intercettato l’imbarcazione carica di migranti, così è andata subito a soccorrerla ma in 20 non ce l’hanno fatta. Sono morti annegati, prima dell’arrivo della nave norvegese. Nello specifico, il gommone su cui viaggiavano si sarebbe improvvisamente sgonfiato e i migranti, che nella maggior parte dei casi non sanno nuotare, sono finiti in mare, morendo nelle acque del Canale di Sicilia. 

L’arrivo della nave norvegese ha scongiurato il peggio. In 20 sono deceduti, tutti gli altri sono stati salvati e sono già approdati sulle coste siciliane. Ad Augusta, in Sicilia, sono arrivati 366 migranti di nazionalità subsahariana (ovvero eritrei, etiopi e nigeriani): tra di loro c’erano 259 uomini, 82 donne e 25 minori. Fermati 7 presunti scafisti che sarebbero stati alla guida delle imbarcazioni soccorse in queste ore nel Canale di Sicilia. Solo un cadavere, invece, è stato finora recuperato insieme ai sopravvissuti alla strage. L’ennesima strage sui nostri mari.

I dati dell’Agenzia per i rifugiati dell’Onu, l’Unhcr, sono allarmanti: 40 i bambini morti alla fine di maggio in un barcone affondato nel Canale di Sicilia mentre oltre 700 sarebbero le vittime negli ultimi mesi. Tutti uomini e donne deceduti con la speranza di una vita migliore e che, invece, hanno trovato la morte in mare, in un modo terribile. Atroce.