Stretta sulla situazione dei migranti in Ungheria, dove il Parlamento ha da poco approvato nuove misure che prevedono anche la detenzione automatica di tutti i richiedenti asilo in alcuni campi disposti lungo il confine meridionale del Paese.

Secondo queste nuove normative proposte dal ministro degli Interni Sandor Pinter e approvate da una larga maggioranza, ai migranti sarebbe vietato lasciare le zone di transito prima che la loro richiesta di asilo sia esaminata.

Inoltre nelle disposizioni è stato reso più semplice proclamare lo stato d’emergenza a causa dell’ondata migratoria e lo stesso Pinter ha affermato che la normativa “assicurerà che nessuno potrà entrare in Ungheria e nell’Unione Europea senza permesso”.

Gli immigrati illegali saranno mandati indietro “dall’altra parte della barriera”. I richiedenti asilo già presenti in Ungheria verranno spostati nei campi (costituiti da container abitativi a schiera), in modo che non possano muoversi liberamente per il Paese o lasciarlo (a meno che non si tratti della Serbia o della Croazia) prima che la loro richiesta sia accettata o respinta.

I minori di 14 anni saranno invece affidati alle cure dei servizi sociali magiari. La stessa richiesta di asilo potrà essere respinta nel caso i rifugiati si rifiutino di essere fotografati o si oppongano al rilevamento delle impronte digitali.

Durante il suo discorso alla nazione dello scorso martedì il premier Viktor Orban aveva affermato che “non ci saranno più violenze urbane o rivolte di immigrati, attacchi ai campi dei rifugiati e le bande non molesteranno le nostri mogli e figlie”. Durante il voto del Parlamento Orban ha poi ammesso di violare il diritto europeo in questo modo, ma anche di sentirsi in dovere di difendersi da un assedio che dura ormai da troppo tempo.

Nel 2016 sono stati quasi 30mila i migranti giunti in Ungheria con una richiesta di asilo e l’intenzione di proseguire verso la Germania o altri Paesi quali la Svezia: solo 425 hanno ottenuto il permesso di rimanere.