Prima il ministro degli Esteri e oggi il premier: l’Ungheria in queste ultime ore è partita all’attacco dell’Italia sul tema dei migranti, un terreno scivoloso per la nazione che negli ultimi mesi ha opposto i suoi vibranti no alle richieste di accoglienza portate avanti dall’Unione Europea.

Nella giornata di ieri il ministro magiaro Péter Szijjártó aveva lanciato un duro atto di accusa contro Renzi, il quale stando alle parole del politico “fraintende completamente la situazione: è l’Italia a violare le regole europee sul tema migranti e non già l’Ungheria”.

Lo scontro attiene alla possibilità paventata dal premier italiano di porre il veto sul versamento dei fondi ai Paesi riceventi i rifugiati, di cui è beneficiaria la stessa Ungheria: un’ipotesi arrivata dopo la lettera della UE in merito al bilancio tricolore, su cui pesa la gestione dell’emergenza sbarchi.

Ma Szijjártó non si è fermato, e ha approfondito la sua requisitoria: “Renzi sta attaccando i Paesi dell’Europa centrale i quali rispettano le regole comuni di difesa della sicurezza dei confini esterni dello spazio di Schengen, mentre l’Italia non adempie ai propri obblighi derivanti proprio dalla sua appartenenza alla zona Schengen. Se Roma rispettasse meglio regole e norme comuni, la pressione dell’immigrazione sull’Unione europea sarebbe molto minore”.

Via Twitter è arrivata la piccata risposta del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “Con muri e referendum l’Ungheria ha sempre rivendicato di violare le regole europee sulle migrazioni. Ora almeno eviti di dare lezioni all’Italia”.

Oggi ha dato il proprio esplosivo contributo al dibattito anche il premier ungherese Viktor Orban, sostanzialmente una provocazione nei confronti di Roma, per quanto vi siano anche concessioni al buon senso: “La politica interna italiana è un terreno difficile. L’Italia ha difficoltà di bilancio con un deficit che aumenta, mentre stanno arrivando in massa i migranti, con spese ingenti. Renzi ha tutte le ragioni di essere nervoso. La compassione non cambia il fatto che l’Italia ha il dovere di adempire agli obblighi, ma non lo fa. È anche vero che l’Ue non dà una mano in modo sufficiente all’Italia“.