Per la poltrone di sindaco di Milano e Torino il Movimento 5 Stelle ha scelto due donne. A Milano, la candidata del partito di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sarà Patrizia Bedori, mentre a Torino sarà in corsa alle prossime elezioni Chiara Appendino.

Patrizia Bedori è una consigliera di zona 3, disoccupata e di 52 anni. È stata lei ad aggiudicarsi le primarie del Movimento 5 Stelle di Milano, superando altri sette “concorrenti”, tutti uomini. Dopo la sua vittoria, la Bedori ha dichiarato dal palco: “Sono orgogliosa di far parte di questa bellissima comunità, voglio cambiare questa città, la voce va data ai cittadini”. Nessuna dichiarazione è stata invece rilasciata ai giornalisti, che sono stati tenuti a distanza dai candidati alle primarie, insieme a tutti quelli che non sono iscritti al Movimento.

I 5 Stelle a Milano hanno l’obiettivo di migliorare il risultato delle precedenti elezioni, quelle del 2011, in cui avevano raggiunto appena il 3,4% dei voti. L’unico consigliere uscente del M5S Mattia Calise, annunciando la vincitrice delle primarie, ha dichiarato dal palco: “Allora l’obiettivo era di entrare in Consiglio comunale. In questi anni abbiamo dimostrato di sapere portare trasparenza. Oggi corriamo per vincere. In questi mesi saremo messi alla prova”.

Differente rispetto a Milano la situazione di Torino. Nel capoluogo piemontese il Movimento 5 Stelle ha scelto come candidata a sindaco, o meglio a “sindaca” come l’hanno presentata i grillini, Chiara Appendino con una scelta diretta, senza passare dalle primarie online.

Chiara Appendino ha 31 anni, è laureata in economia aziendale ed è già nel consiglio comunale di Torino a partire dal 2011. Dopo la sua nomina come candidata a sindaco ha dichiarato: “Pensavo e penso tutt’ora che il Movimento 5 Stelle sia l’unico strumento per poter cambiare il nostro paese, la nostra regione e la nostra città. […] In questi anni ho imparato il complesso funzionamento della macchina comunale, ho potuto dialogare con le diverse parti della città e ho anche scoperto delle cose di Torino che non conoscevo. Da questo continuo dialogo con la città sono nate idee e proposte per la Torino che noi vogliamo costruire”.