Un egiziano di 38 anni, Ahmed El Sayed Abdelghany, è stato arrestato a Milano per aver dato alle fiamme la moglie.

Questa, di 46 anni e di origini marocchine, è stata portata d’urgenza all’ospedale San Carlo, e poi al Niguarda, dove verrà curata per le ustioni di terzo grado che ricoprono il 50% del suo corpo.

Stando alle ricostruzioni della polizia, che ha arrestato Abdelghany in flagranza di reato per lesioni gravissime e maltrattamento in famiglia, l’uomo avrebbe gettato addosso alla moglie un barattolo di benzina e poi una sigaretta accesa. Solo dopo che l’incendio è divampato si è poi premurato di chiamare il 112 in cerca di aiuto.

I fatti sono avvenuti nella serata del 14 luglio, nel quartiere di Baggio di Milano dove i due abitano. La linea di difesa dell’egiziano è stata quella di un incidente domestico, ma già a marzo la polizia aveva avuto modo di intervenire in via Rismondo per un episodio di violenza.

In quell’occasione la moglie non aveva voluto sporgere denuncia, ma visti i precedenti le dichiarazioni dell’uomo sono dunque state ritenute mendaci dalle forze dell’ordine.

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La moglie verrà seguita dall’Ufficio Prevenzione della polizia di Milano, nell’ambito di un progetto speciale volto a tutelare le donne vittime di violenze simili.

Adbelghany era arrivato in Italia da clandestino e si sarebbe sposato con sua moglie, regolare in quanto assunta da un parente, nel 2007. Dapprima i due hanno convissuto nel Pavese, per poi spostarsi a Milano, dove la marocchina lavora in un pizzeria, mentre l’egiziano risulta disoccupato. Nel 2011 un aborto, forse dovuto alle percosse del marito e solo quattro mesi fa era nata una bambina che ora vive coi nonni materni in Marocco.