Si continua a parlare di emergenza migranti a Milano e questa volta a prendere la parole è direttamente il primo cittadino Giuseppe Sala.

In seguito all’afflusso particolarmente alto di immigrati delle ultime ore, che ha messo in crisi i centri di accoglienza e gli hub preposti al servizio, il sindaco ha annunciato che potrebbe non essere impensabile ricorrere a soluzioni straordinarie.

Durante una conferenza stampa svoltasi in quel di Turro Sala ha affermato che, vista la chiusura delle frontiere di Como e Ventimiglia e i continui arrivi dal Sud, ed essendo la Lombardia la regione che ospita più immigrati di tutta Italia, per risolvere la questione non si possono escludere possibilità.

Stiamo monitorando col prefetto la situazione e non è escluso che si valuti la soluzione tende. C’è questa possibilità perché obiettivamente di altri spazi in tempi rapidi non ce ne sono. Ho insistito col ministro Pinotti per lavorare sulle ex caserme, spazi vuoti molto grandi dove vi sono elementi di sicurezza”, ha illustrato il sindaco che ha battuto il rivale Stefano Parisi alle scorse elezioni cittadine.

Per ovviare all’emergenza che incluse così tante persone, alcune delle quali costrette a dormire per strada, non basta l’impegno di comunità come quella ebraica che ospita circa 70 persone a notte nel memoriale della Shoa.

Sussiste invece l’ipotesi Expo, al centro di un braccio di ferro. L’utilizzo dello spazio viene osteggiato da Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, ma Sala è convinto di riuscire a portare a casa l’autorizzazione coinvolgendo il governo Renzi: “Bisogna gestire un’emergenza che è strutturale ed europea. Siamo a 3.300 migranti nella sola Milano e mi diceva il prefetto che sono pronti altri spazi. Continuo a non capire l’opposizione del presidente della Regione Roberto Maroni all’uso dell’ex campo base di Expo per ospitare i migranti, ma credo che da settembre lo potremo utilizzare nonostante la sua contrarietà. Non c’è alternativa e sono in continuo collegamento con Roma e col governo per tenere sotto controlla la situazione, vista la chiusura delle frontiere che provoca ricadute forti sulla città di Milano“.