Ha finalmente ammesso le proprie responsabilità Giuseppe Pellicanò, l’uomo che da venerdì scorso si trova nel carcere di San Vittore, a Milano, con l’accusa di essere l’autore della terribile esplosione che il 12 giugno ha completamente squarciato una palazzina in via Brioschi.

Nella deflagrazione erano morte la compagna Micaela Masella, una coppia di fidanzati, Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa, mentre le due figlie di 11 e 7 anni di Pellicanò sono state ricoverate all’ospedale Niguarda a causa delle gravi ustioni riportate.

Davanti al gip di Milano, Giuseppina Barbara, Pellicanò è infine crollato, raccontando – pur se ancora confusamente – ciò che davvero è avvenuto durante quella fatidica mattina.

Il 51enne pubblicitario ha affermato di aver preso un’abbondante dose di psicofarmaci la sera prima dell’esplosione (era infatti in cura psichiatrica per un forma grave di depressione) e di essersi ritrovato in stato confusionale.

Dopo aver messo a letto le due bambine l’uomo sarebbe andato a dormire, non prima di aver aperto il tubo del gas della cucina con una pinza: Pellicanò, che afferma di non aver voluto fare del male alla compagna o alle figlie, di quei momenti ricorda solo frammenti, sufficienti però a stabilire la sua colpevolezza.

Secondo gli inquirenti l’uomo sarebbe stato spinto dalla gelosia e dalla frustrazione per il nuovo legame che la compagna aveva instaurato dopo la loro separazione. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, per quanto al momento non vi sia pericolo concreto di fuga.