Milano si rifà il look per essere pronta a ospitare EXPO 2015. Negli ultimi mesi, infatti, si è assistito a una grande riprogettazione urbanistica e infrastrutturale della metropoli meneghina: più aree verdi, più skyline, l’aspetto che tutte le città europee dovrebbero avere per ospitare al meglio l’evento universale che punterà l’attenzione su tradizione, creatività e innovazione nel settore alimentare, in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Nutrire il pianeta, energia per la vita questo il leit motiv dell’esposizione internazionale che vedrà coinvolti numerosi soggetti interessati all’educazione alimentare e all’utilizzo responsabile delle risorse del Pianeta. Expo 2015 è anche la scoperta dei piaceri della tavola e delle sfumature culturali che si confrontano e rivelano affinità e differenze.

Milano sarà la protagonista dell’evento universale che attirerà dai 15 ai 25 milioni di visitatori, dato riportato da uno studio di FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari). Si prevede tuttavia una visita per lo più di concittadini (circa il 73%) mentre i visitatori stranieri sono stimati a circa il 27%: la quasi totalità delle persone in visita (circa l’80%) arriverà per una motivazione prettamente di business. Senza dubbio l’opportunità più grande per Milano è rappresentata dalla possibilità di fornire i propri servizi a un mercato più ampio, di farsi conoscere e scambiare idee con soggetti stranieri.

La portata universale dell’evento impatterà in modo notevole sui valori immobiliari dell’intera area milanese. L’area di Rho è la parte sicuramente più rivalutata, dove l’intervento edilizio di Cascina Merlataha raccolto nuovi fondi da Maggio 2014: saranno costruiti alloggi che daranno ospitalità fino a 700 persone – nel più grande progetto di edilizia convenzionata mai realizzato esteso su 540mila mq – con il supporto della Cassa Depositi e Prestiti, Euromilano e altri investitori istituzionali.

Parte dell’area di Cascina Merlata verrà trasformata – per l’occasione di Expo 2015 – in Expo Village, identificata nel nuovo quartiere QTE15 e formato da 160 edifici che ospiteranno circa 300 appartamenti e 1200 persone. Ai singoli Paesi partecipanti verrà destinato un edificio, composto da appartamenti e diversi spazi interni.

Anche in altre aree del comune di Milano sono in fase di realizzazione residence ed edifici per accogliere i visitatori: a Sud della città è prevista la costruzione di un complesso residenziale con oltre 400 posti disponibili. Nelle zone più centrali, 15 nuove strutture di lusso sono in fase di completamento con un’offerta di altri 400 appartamenti nei quartieri di Porta Nuova, Gioia e Isola. I progetti di Solea, torri Varesine, Bosco Verticale e Solaria sono però stati apprezzati per lo più da investitori stranieri che hanno manifestato l’interesse effettuando compravendite per il 35% della totalità delle transazioni, in crescita di tre volte rispetto al 2012.

Aziende e delegazioni stanno già cercando alloggi di rappresentanza per EXPO 2015: non solo acquisti e compravendite di case ma si prevede un aumento considerevole della domanda di locazioni e un conseguente aumento dei canoni richiesti.

I prezzi degli hotel stanno schizzando alle stelle, con il risultato che turisti e aziende devono districarsi tra 300 euro a notte a camera e il tutto esaurito in molti giorni di oltre il 30% delle strutture in zona come “Hotel Fiera Milano” e “NH Fiera”.

Se si cerca quindi una stanza o un appartamento in affitto, è utile farlo con largo anticipo per evitare prezzi sempre più alti: diversi sono i siti ad hoc ormai noti, da Airbnb, Homeaway e Homelidays che mettono in diretto contatto i proprietari con i turisti, o Halldis che fornisce un servizio all inclusive, dalla promozione all’affitto multilingue, dall’accoglienza alle pulizie finali.

Expo 2015 è alle porte e nella corsa immobiliare non è secondaria la logistica e i nuovi posti di lavoro: si prevedono 6 mila nuovi assunti in Lombardia che porteranno ad un indotto aggiuntivo di 1.2 miliardi pari al 10% di tutto il mercato della logistica e trasporti lombardo. Un indotto che continuerà fino al 2020, raggiungendo 24 miliardi di produzione aggiuntiva totale e quasi 200.000 persone occupate direttamente e indirettamente.

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