Così come Gucci, anche Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica hanno fatto sfilare una donna che si ispirava ai film noir anni cinquanta.

Una creatura misteriosamente femminile che solcava a passi decisi la passerella rifacendosi da una parte agli anni cinquanta e dall’altra lasciandosi contaminare dalla contemporaneità: la felpa si abbina alla longuette che, a sua volta, si veste di tessuto tecnico.

Una femminilità non ostentata, fatta di piccoli vezzi leziosi come i lunghi guanti decorati. I capi sono costruiti e non c’è spazio per la fluidità o per la morbidezza dei tessuti. I pezzi principali della collezione sono stati le applicazioni di frammenti di specchi su pullover e pencil skirt.

Capi rigidi ed applicazioni che rimandano a qualcosa che si è frantumato, destrutturato, e la destrutturazione porta a molteplici soluzioni alternative, proprio come questa collezione, in perfetto equilibrio tra classicismo e contemporaneità.

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