Ogni fashion week riserva interessanti sorprese e il popolo fashion, o presunto tale, prepara con attenzione (già da mesi) gli outfit da indossare per essere immortalato dai fotografi davanti alle location delle sfilate.

I più eccentrici sfoggiano chicche che non passano di certo inosservate: innumerevoli strati di tessuti sovrapposti, sciarpe/coperte da aprire all’occorrenza, uomini con gonne, donne (quasi) senza gonne, righe, pois e fantasie da far invidia alla carta da parati anni ’60 della nonna.

Il fatto che questa fashion week 2013 sia stata accompagnata dalla neve poco importa: i cappotti vanno aperti, le calze non esistono e buona pace per l’incombente malessere in arrivo. Una settimana di fashion week, una settimana nell’intimità della propria toilette.

Gli accessori poi non si sprecano e più ce ne sono meglio è, più aree del corpo coprono meglio è: sono loro i veri protagonisti, non gli abiti, né tantomeno chi li indossa.

Uno su tutti però è l’accessorio must have, solo lui è in grado di rendere fashion il popolo fashion, basta lui per fare l’outfit. Prendete carta e penna e segnatevelo: se volete essere fashion dovete indossare il cappello.

Da rapinatore in banca, di lana o traforato, dai colori fluo ai pastello, di pelo da inverno in Siberia, a tesa larga da signorina per bene oppure da cavallerizza, a bombetta, minuscolo portato sulla sommità del capo oppure enorme in altezza.

Sono finiti i tempi delle signore distinte che proteggevano la pelle del viso dal sole con un cappello a tesa larga, lontani anche i ricordi degli uomini che toglievano il panama al chiuso e le dame inglesi con eccentrici copricapi hanno ormai abbandonato l’isola e invaso il mondo.

Fate attenzione però gente fashion: basta una folata di vento per rimanere nudi (e non fotografati da nessuno).

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